Biofach 2026; i numeri che segnano il trend

Pubblicato il: 16/03/2026

Autore: Davide Pierleoni - Key Account Manager

Biofach 2026; i numeri che segnano il trend

Dal 10 al 13 febbraio 2026 si è svolta a Norimberga la fiera internazionale degli alimenti biologici BIOFACH ossia il più importante e rilevante evento a livello mondiale dedicato al mondo bio.

Ricordiamo nella tabella sottostante i numeri di questo evento planetario, considerato a ragione come il punto di riferimento del settore e per questa ragione funge da termometro per comprendere ascesa o declino del business bio.

Fonte: press release e ns elaborazione da sitoweb di Biofach https://www.biofach.de/en/press/press-releases/2026/02/biofach-2026-closing-report

L’anno scorso avevamo detto

Il costo degli eventi fieristici non diminuisce. Il numero degli eventi fieristici aumenta o si mantiene inalterato. Il consumo di prodotti bio è in leggera compressione; il fatturato del bio cresce di poco in volume, ma solo nell’ultimo anno; le marginalità di guadagno si stanno riducendo e questo comporta anche necessariamente ridurre i costi. E se dalla fiera non porti a casa dei risultati, prima o poi ti guardi intorno.

Le fiere generaliste come ANUGA a Colonia, SIAL a Parigi, TUTTOFOOD e CIBUS in Italia hanno padiglioni dedicati al bio; dove non esiste un padiglione bio, le aziende possono esporre sia le linee convenzionali e le linee bio per fare business sui mercati internazionali da cui arrivano i buyer più importanti.

Prendiamo il caso della Germania nel 2025; una fiera Biofach a febbraio e una fiera Anuga a ottobre. Il costo del metro quadro espositivo e i costi di alloggio per una settimana sono sempre in aumento. Per aziende come quelle italiane, i cui fatturati di bio rappresentano una percentuale tra il 5 e il 15% del totale, il costo di partecipazione può essere un elemento di disincentivazione? Per le nostre piccole aziende artigianali, ancorché dedicate al bio al 100%, l’assenza di un contributo pubblico da parte della Regione o della Camera di Commercio locale o di un bando europeo può portare alla rinuncia per l’impossibilità di sostenerne i costi.

 

I dati del bio nel mondo

Secondo il FIBl, l’autorevole istituto di ricerca svizzero che da 27 anni segue e monitora le vicende statistiche del settore, pubblicando il suo report annuale 2026 con dati aggiornati al 2024 (disponibile qui), l’agricoltura biologica è praticata in 183 paesi del mondo e in 99 milioni di ettari da 4.800.000 agricoltori – i dati sono stabili e non crescono ma neppure diminuiscono….. Il mercato dei prodotti biologici ha toccato la quota di 145,0 miliardi di euro, con gli USA ancora in vetta alla classifica (60,4 miliardi), seguiti dalla Germania (17,0 miliardi) e, in terza posizione, dalla China (12,5 miliardi) e poi Francia (12,2 miliardi). Anche qui la conferma che il trend è stabile.

 

Vediamo come si comporta il Vecchio Continente, segnatamente l’Unione Europea dei 27

La superficie agricola biologica ha toccato i 18,1 milioni di ettari; svettano in testa tra i paesi più bio la Spagna, la Francia e l’Italia, rispettivamente con 2,9, 2,7 e 2,5 milioni di ettari; si evidenzia un leggero calo per primi due e dato stabile per l’Italia. La percentuale di bio sul totale della superficie agricola presenta una media del 11,1%, ancora molto lontana dall’obiettivo, quel 25% definito dalla Commissione Europea con la Strategia “Farm to Fork” entro il 2030; rispetto lo scorso anno, la crescita delle superfici è stata di 0,12 milioni di ettari, principalmente in Romania, Italia e Polonia. Il numero dei produttori agricoli ha toccato i 438.477 operatori e i tre paesi al top riconfermati erano Italia, Francia e Grecia, rispettivamente 87.042, 61.886 e 58.691. I trasformatori ossia le aziende alimentari erano 88.977 in leggera diminuzione e i tre paesi al top erano Italia, Germania e Francia, rispettivamente 24.844, 21.915 e 20.493. Gli importatori sono stati 7.057 in leggero aumento e i due paesi al top erano Germania e Francia, rispettivamente con 1.894 e 1.163 operatori.

Il mercato nazionale di riferimento nell’Unione Europea (vale 49,5 miliardi di euro) rimane quello della Germania con 17,0 miliardi di euro, seguito dalla Francia con 12,2 e l’Italia con 5,2. Il consumo pro-capite maggiore è sempre rilevante in Svizzera, Danimarca e Austria, rispettivamente pari 481, 373, 292 euro a testa.

 

I dati del mercato bio a SANA 2026

Secondo i dati forniti da Nomisma al Convegno inaugurale della fiera, le vendite bio in Italia hanno toccato i 6,871 miliardi di euro nel 2025, suddivisi tra 5,519 miliardi in consumi domestici tra le mure di casa e 1,352 fuori casa presso Ho. Re. Ca; una crescita del 6,2% sul 2024. Le vendite bio all’estero hanno toccato i 3,897 miliardi di euro con una crescita del 7% ma il dato è riferito a fine 2024.

Dei 5,519 miliardi in consumi domestici abbiamo la seguente distinzione per canale di vendita; 3,515 miliardi nella Distribuzione Moderna e segna +6,1% di crescita; 1,122 miliardi nei Negozi Specializzati con il 7,5% di crescita; 882 milioni di euro in Altri Canali con +5,1% di crescita.

Guardando i volumi, si conferma nel 2025 vs 2024 la crescita pari allo 3,6% nel canale della Distribuzione Moderna.

Anche il “comportamento del consumatore” mostra dati in crescita; gli acquirenti ccdd “Bio consapevoli” sono arrivati al 93% e cresce anche il numero delle famiglie che almeno una volta nell’ultimo anno hanno acquistato un prodotto bio.

Tra i prodotti, le uova mantengono la leadership del prodotto più acquistato in termini di valore (212 milioni con trend in esplosivo aumento), poi le gallette (126 milioni trend stabile), bevande sostitutive del latte (119 milioni trend in leggera crescita), confetture e spalmabili alla frutta (118 milioni in leggera crescita), olio Evo (70 milioni in crescita decisa).

Sarà interessante in futuro verificare se il canale Ho.Re.Ca. potrà rappresentare una nuova piazza per consumare prodotto biologico, al di fuori dei tradizionali canali di vendita; occorre lavorare sulle normative unionali per permettere che si possa qualificare Biologico anche un servizio di ristorazione ed occorre far conoscere ai consumatori questa nuova proposta e in questo senso il ministero sta lavorando sull’impiego di un marchio nazionale dedicato alla ristorazione che impieghi prodotti biologici e di qualità come DOP, IGP e STG.