Il Piano nazionale delle sementi biologiche e il ruolo del Materiale Eterogeneo Biologico (MEB)

Il Piano nazionale delle sementi biologiche e il ruolo del Materiale Eterogeneo Biologico (MEB)

Il Piano nazionale per le sementi biologiche (PNSB), adottato con decreto del 19 luglio 2023, rappresenta un tentativo del MASAF di rafforzare l’offerta di sementi biologiche certificate per le imprese agricole.

Lo scopo è quello di:

  • incrementare la disponibilità di sementi biologiche, riducendo così il ricorso alle deroghe per l’utilizzo di sementi convenzionali;
  • favorire l’individuazione e la produzione di un’ampia gamma di varietà adatte all’agricoltura biologica;
  • promuovere il miglioramento genetico partecipativo, finalizzato alla selezione di piante meglio rispondenti alle esigenze degli agricoltori e capaci di adattarsi ai diversi contesti pedoclimatici e ai molteplici sistemi colturali.

In questo quadro, l’introduzione di una nuova categoria vegetale, il materiale eterogeneo biologico (MEB), potrebbe rappresentare una svolta, offrendo un’alternativa più flessibile rispetto alle sementi tradizionali (uniformi, stabili, omogenee) e aprendo spazi per biodiversità, adattamento locale e autonomia genetica.

Cosa sono i MEB – definizione e natura normativa

I MEB sono definiti (art. 3 paragrafo 18 del Reg. (UE) 2018/848) come un insieme vegetale appartenente a un unico taxon del più basso grado conosciuto che:

  1. a) presenta caratteristiche fenotipiche comuni;
  2. b) è caratterizzato da un elevato livello di diversità genetica e fenotipica tra le singole unità riproduttive, in modo che tale insieme vegetale sia rappresentato dal materiale nel suo insieme e non da un numero ridotto di individui;
  3. c) non è una varietà ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio (1);
  4. d) non è una miscela di varietà; e
  5. e) è stato prodotto in conformità del presente regolamento.

Un provvedimento sul quale il settore delle sementi biologiche fa molto affidamento è rappresentato dal Reg. delegato (UE) 2021/1189 che disciplina la commercializzazione, in modalità semplificata, dei MEB, come previsto dall’art. 13 del Reg. (UE) 2018/848.

L’atto delegato stabilisce come debba essere descritto il materiale, quali siano le informazioni sul miglioramento genetico utilizzato, i requisiti tecnologici delle sementi per la commercializzazione, le caratteristiche di etichettatura e imballaggio, la conservazione dei campioni di sementi, la registrazione delle informazioni sulla produzione, le modalità di selezione di mantenimento del materiale eterogeno.

A livello nazionale, per recepire le disposizioni europee relative alla produzione e alla commercializzazione dei MEB, è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 0641978, del 5 dicembre 2024, che prevede, tra l’altro:

  • l’invio di una notifica tramite PEC al MASAF e al CREA, utilizzando il modello nell’allegato 1, contenente i dati del richiedente, la denominazione del MEB, la descrizione delle principali caratteristiche agronomiche e fenotipiche e il metodo di ottenimento del MEB;
  • l’invio di un campione rappresentativo del MEB al CREA, in conformità a quanto indicato nell’allegato 2.

L’esito della verifica eseguita dal CREA è trasmesso al richiedente e al MASAF, il quale istituisce e aggiorna un elenco nazionale del MEB notificato e informa gli altri Stati Membri e la Commissione Europea.

Si sottolinea che il MEB può essere commercializzato solo dopo l’inserimento in elenco e l’esito favorevole della verifica, da parte del CREA, di una proposta di etichetta per la commercializzazione del MEB, in conformità all’art. 7, paragrafo 2 del Reg. delegato (UE) 2021/1189. L’elenco aggiornato è disponibile in consultazione pubblica sul sito del MASAF al presente link.

Vantaggi potenziali dei MEB e criticità nel sistema sementiero bio

I MEB offrono diversi vantaggi per l’agricoltura biologica:

  • aumentano la biodiversità e la capacità delle colture di adattarsi ai cambiamenti ambientali grazie alla loro variabilità genetica;
  • non essendo soggetti a diritti di proprietà intellettuale, favoriscono l’autonomia degli agricoltori;
  • ampliano l’offerta di sementi bio in un mercato spesso carente;
  • garantiscono tracciabilità tramite la notifica obbligatoria e i campioni di riferimento.

Nel complesso, quindi, i MEB possono contribuire a un sistema sementiero più resiliente e sostenibile.

Tuttavia, persistono ancora delle criticità:

  • la complessità del sistema introdotto dal PNSB, in termini di tempi e modi, rende difficile una programmazione efficace e c’è ancora una reale scarsa domanda reale delle sementi biologiche;
  • i MEB, pur utili, non risolvono da soli le fragilità strutturali del mercato.

Inoltre, alla base dell’utilizzo dei MEB c’è una richiesta di un cambio culturale: gli agricoltori, e prima ancora il mercato, devono accettare una maggiore variabilità agronomica rispetto alle varietà uniformi.

In definitiva, i MEB hanno il potenziale per rinnovare il settore delle sementi biologiche solo se accompagnati da domanda stabile, formazione, sostegno istituzionale e un impegno condiviso verso biodiversità e resilienza. Da soli, rischiano di restare una soluzione di nicchia.