Le vie future del biologico e del Consorzio. Intervista con Lino Nori

Pubblicato il: 10/06/2013
Le vie future del biologico e del Consorzio. Intervista con Lino Nori

Del 25° compleanno di Consorzio il Biologico, abbiamo già raccontato tutto in altri articoli. Con Lino Nori, Presidente e quindi cerimoniere dei festeggiamenti, vorremmo però fare alcune considerazioni che ne facciano da corollario.

  • Nori, come ripetuto più volte abbiamo invitato ospiti illustri, partner fidati e amici stretti non tanto per celebrare questi 25 anni passati, ma per guardare al futuro. Cosa abbiamo visto?

Dalla grande partecipazione della giornata, di cui siamo contenti e orgogliosi, abbiamo imparato che l'esperienza svolta finora è già una buona indicazione per gli anni a venire. Tutti concordano che il biologico offra un esempio molto concreto di sostenibilità perché aiuta a sfamare gli abitanti del pianeta senza rovinarlo e senza depredarne le risorse. Questa è la strada da proseguire e potenziare per il futuro.

  •  Cosa deve succedere perché il biologico continui a essere la sintesi migliore sulla via della sostenibilità?

Dobbiamo trovare il miglior modo perché il biologico continui a svilupparsi. La crescita, lo sappiamo bene, è in corso senza sosta, ma il bio rimane ancora troppo piccolo. Lo sviluppo allora può passare attraverso due percorsi. Il primo è quello culturale: la consapevolezza del valore del cibo, della terra e dell'ambiente devono espandersi ulteriormente tra consumatori e produttori. Il secondo è l'aspetto produttivo: il biologico deve essere più competitivo. Il che, attenzione, non vuol dire abbassare i prezzi, ma riuscire a migliorare la filiera produttiva e la distribuzione, tenendo sempre alta la qualità dei prodotti.

  • Qui entra in gioco il confronto con il convenzionale che presta sempre più attenzione alla sostenibilità e all'ambiente. Lo vedremo ad esempio ad Anuga in ottobre, lo spazio del bio dentro la più importante fiera mondiale del cibo è aumentato notevolmente. Che rapporto c'è e ci sarà tra biologico e convenzionale?

Questo è il terzo risvolto dello sviluppo del bio che genera effetti positivi per tutta l'agricoltura. Durante il 25° abbiamo ricordato come il Consorzio nacque durante il periodo dei tumori che molti in Romagna contraevano a causa dell'eccesso di chimica nelle coltivazioni. Il biologico, insieme alla lotta integrata e altro, ha contribuito a placare il problema anche perché è diventato un punto di riferimento e confronto verso il meglio. Per questo dico che il bio può e deve continuare ad alimentare, parola non casuale, un'evoluzione generale di tutta l'agricoltura.

  • Questo però è anche un desiderio per tutti non solo un obiettivo del Consorzio.

Sì, per il Consorzio il desiderio è quello di consolidare i principi fondativi, salubrità, filiera e innovazione. Dobbiamo continuare a lavorare e ne riparliamo al 50°.