Water Footprint a supporto dell'agricoltura moderna

Pubblicato il: 06/05/2013
Water Footprint a supporto dell'agricoltura moderna

Il termine Water Footprint (impronta idrica) trae origine dal concetto di acqua virtuale: il volume di acqua necessaria per produrre un bene o un servizio in tutta la sua filiera. Gli studiosi internazionali dell'impronta idrica ci ricordano che per ottenere un chilogrammo di bistecca sono necessari 15.000 litri di acqua, con variazioni che dipendono dai sistemi di produzione, dalla composizione e dall'origine dell'alimentazione dei bovini.

Una nuova ricerca recentemente pubblicata ha focalizzato l’attenzione sulla cosiddetta impronta idrica blu (il volume di acqua dolce da noi prelevata dagli ecosistemi di acque interne e dalle falde), fornendoci una nuova valutazione della carenza idrica globale. Attraverso l'analisi dettagliata del consumo totale di acqua, del suo esaurimento e dei prelievi d'acqua, lo studio evidenzia come l'acqua utilizzata per le colture in molti luoghi ha superato i livelli sostenibili.

Le conseguenze ecologiche ed economiche della crescente scarsità d'acqua possono portare a forti declini ecologici e socio-economici in alcuni dei bacini idrografici più usati al mondo con il prosciugamento completo durante la stagione secca e la decimazione della biodiversità acquatica.

Il 92% dell'impronta idrica totale dell'umanità è dovuta all'agricoltura e l'agricoltura irrigata consuma più acqua di città e industrie. In Italia all'intera filiera agricola è attribuibile circa il 60% del consumo di acqua.

La gestione della risorsa idrica sostenibile in agricoltura è una delle sfide ambientali che la Politica Agricola Comune dell'Unione Europea (PAC) cerca di affrontare con importanti investimenti nel settore della riduzione dei consumi e della maggiore efficienza della gestione attraverso il sostegno a nuovi sistemi d'irrigazione. Con la riforma della PAC post 2013 oggi in discussione al Parlamento Europeo gli investimenti per un utilizzo più efficiente della risorsa idrica in agricoltura dovranno essere aumentati, assicurando maggiori risorse per gli investimenti rafforzando la dotazione finanziaria per lo sviluppo rurale.

Attraverso la cooperazione tra Governi, investitori, imprese, agricoltori e organizzazioni ambientali, saremo in grado di intervenire direttamente per migliorare la sostenibilità, l'efficienza e l'equità dell'uso dell'acqua, nutrendo la popolazione e sostenendo ecosistemi in buona salute anche in futuro.

La riduzione dell'impatto globale degli individui sull'ambiente può avvenire solo in un numero limitato di modi: cambiando gli stili di vita, migliorando l'efficienza della tecnologia o riducendo il numero di individui sul pianeta. Indubbiamente, la questione demografica è cruciale. La popolazione è uno dei fattori che "danno la misura" all'impatto dell'umanità sul pianeta.

Se vogliamo garantire un futuro alla vita sul pianeta e alle nostre economie, dobbiamo trasformare culture e mercati per ridurre il nostro impatto sulle risorse naturali e rientrare nei limiti che il nostro pianeta ci offre.

GIUSEPPE GARCEA, Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto - CCPB