Come comunicare il Biologico, un convegno
Come comunicare al consumatore e alle istituzioni la sostenibilità, la qualità e l’efficienza dell’Agricoltura Biologica? Con questa cruciale domanda si è aperto un convegno organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali (MIPAAF), e dal Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica (Sinab), e tenutosi lo scorso dicembre a Roma.
In questi giorni sono stati pubblicati tutti gli atti della giornata, tra i quali segnaliamo il volume che contiene “i documenti di sintesi dei diversi Gruppi di Lavoro e le schede riassuntive dei progetti di ricerca”.
Partendo dalla crescita del bio e “dall'attenzione crescente da parte dei consumatori, sempre più orientati verso prodotti alimentari sani e sostenibili dal punto di vista ambientale”, nove diversi progetti di ricerca sono stati finanziati dal MIPAAF per “fornire nuove conoscenze, tecnologie, strumenti e soluzioni per migliorare la produzione biologica italiana e promuoverla al consumatore”. A titolo d'esempio citiamo il problema del prezzo. Nella relazione si scrive:
minori rese e maggiori costi di produzione fanno sì che i prezzi del biologico siano più alti rispetto a quelli del convenzionale. Fino ad ora il comparto è cresciuto, i consumatori sono stati disponibili a spendere di più per il biologico, ma la crisi economica potrebbe allontanare dal biologico i consumatori che hanno una minore disponibilità di spesa. Per evitare che ciò avvenga e anche per allargare il mercato del biologico, è sempre più necessario legare il maggior prezzo a un maggior valore del prodotto biologico.
Questo mette in primo piano la questione della fiducia e della credibilità di tutto il settore biologico:
rispetto al tema del “valore aggiunto del biologico” i ricercatori sentono prioritaria la questione della fiducia del consumatore nel prodotto biologico che tocca gli aspetti del controllo, della certificazione, della tracciabilità, della divulgazione scientifica e della comunicazione del biologico. Tra i fattori che minacciano la fiducia dei consumatori spiccano: la particolare insistenza sugli eventi negativi che riguardano il bio da parte dei media; la scarsa informazione sull’efficienza del sistema di controllo dei prodotti bio; la confusione provocata da un eccesso di attributi e marchi che riguardano i prodotti alimentari; la scarsa chiarezza sulle definizioni di biologico, naturale, sostenibile; l’immagine dell’AB come di un sistema di produzione antiquato.
Come fare allora? Come evitare il “rischio di non sfruttare le opportunità per un ulteriore sviluppo” del biologico. Ecco le conclusioni del convegno:
per rispondere alla domanda di rafforzamento e qualificazione del settore, così come alla richiesta di benessere delle popolazioni, la ricerca si propone di: sviluppare ulteriormente la rete tra tutti gli attori del biologico e un sistema coordinato di competenze multidisciplinari (piattaforma tecnologica) in grado di osservare, valutare e promuovere il consumo di prodotti biologici; sviluppare un sistema di tracciabilità del prodotto biologico dalla produzione fino all’effetto sul consumatore in termini di benessere e salute (ad es. claim nutrizionali e salutistici e label sugli effetti ambientali lungo tutto il ciclo di vita, ad esempio mediante LCA - Life-Cycle Assessment).
Sono ottimi spunti che consento di riflettere e migliorare il nostro lavoro quotidiano. Siamo certi ve ne accorgerete.
(*) Filippo Piredda, Ufficio stampa – CCPB srl
Certificazione: Come comunicare il Biologico, un convegno
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