Agricoltura integrata e futuro sostenibile

Pubblicato il: 07/02/2013
Agricoltura integrata e futuro sostenibile

L’agricoltura integrata è un sistema di produzione agricola che utilizza tutti i metodi agronomici e di difesa dalle avversità per ridurre al minimo sia l’uso delle sostanze chimiche di sintesi (prodotti fitosanitari e fertilizzanti), sia l’acqua e l’energia, adottando tecniche eco-compatibili che garantiscono un minor impatto ambientale.

Nasce all’incirca un trentennio fa proprio al fine di ridurre i danni causati dalle smodate attività umane e ridurre così l’impatto di un agricoltura che faceva uso eccessivo di input chimici. La crescita e l’evoluzione di questo metodo ha portato di conseguenza ad utilizzo più intelligente e non scriteriato di tali input.

A livello tecnico per ridurre le quantità di prodotti chimici utilizzate vengono impiegati i metodi più evoluti per verificare se gli interventi di tali prodotti sono giustificati o meno.

  • Con osservazioni del livello di presenza di malattie e insetti, o con l’uso di modelli di previsione delle infestazioni o degli attacchi parassitari, oppure con analisi del terreno e piani di fertilizzazione che ottimizzano le quantità di prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti.

  • Anche il momento in cui intervenire è oggetto di particolari attenzioni e si tiene conto delle condizioni meteo o dei momenti in cui i prodotti sono più efficaci, o ancora delle epoche in cui i fertilizzanti sono più utili e vengono meno dispersi nel suolo.

L’agricoltura integrata approccia fermamente l’esigenza di conciliare la tutela ambientale e sanitaria ai fattori economici della produzione, riducendo al minimo il ricorso ai mezzi che impattano negativamente sull’ambiente o sulla salute dei consumatore.

La crescita attuata durante questi anni in tale ambito ha condotto il legislatore comunitario a rivedere la normativa inerente l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari ed il loro utilizzo, con la Direttiva CE 128/2009 , ed in ambito nazionale con il D. Lgs 150 del 14/08/2012. L’esperienza maturata in tutti questi anni potrà essere utile nell’applicazione che sarà obbligatoria a partire da gennaio 2014 circa i principi e i criteri di base della difesa integrata.

Mentre la Produzione Integrata rimarrà una scelta volontaria che i produttori e gli operatori del settore agro-alimentare potranno fare, attualmente certificandosi in riferimento alla Norma UNI 11233:2009 “Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari – Principi generali per la progettazione e l’attuazione nelle filiere vegetali” ed in futuro potranno optare per il SQNPI (Sistema Qualità Nazionale di Produzione Integrata). In attesa dell'attivazione è prevista a breve, sappiamo che si identificherà con la creazione di un marchio di qualità nazionale per certificare l’utilizzo di tali metodi per la produzione di prodotti agricoli e di conseguenza la sicurezza alimentare di tali prodotti.

In quest’ottica CCPB monitora costante l’evoluzione della normativa e le modifiche in tale campo al fine di offrire i migliori servizi ai propri clienti con particolare attenzione ad futuro a maggiore sostenibilità ambientale, che vedrà l’ utilizzo dello strumento della Produzione Integrata anche per valorizzare in maniera migliore i nostri prodotti.

(*) Giuseppe Maio, Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto – CCPB srl