LE FIERE FOOD: una conferma della percezione della qualità da parte del consumatore.

LE FIERE FOOD: una conferma della percezione della qualità da parte del consumatore.

La maggior parte delle fiere nazionali inerenti al settore Food si concentra nel primo semestre dell’anno.

Questo 2026 ha visto succedersi, da gennaio a metà maggio, MARCA (prodotti MDD), SIGEP (gelateria, pasticceria, panificazione artigianale e caffè), Vinitaly (wine and spirits), Macfrut (settore ortofrutticolo) e l’appena conclusa TuttoFood (B2B, internazionalizzazione e innovazione).

Tutte occasioni di incontro tra operatori commerciali, partner e concorrenti, sedi di approfondimenti tecnici tramite conferenze e seminari, punto di aggiornamento sui dati nazionali e internazionali.

Ma c’è qualcosa che, nelle ultime edizioni fieristiche, sta emergendo: la maggiore attenzione delle aziende verso l’aspetto della qualità certificata. Mentre fino a qualche anno fa queste fiere erano viste con il solo focus commerciale, sempre più aziende ci contattano per informazioni, per l’iter da seguire per ottenere la certificazione e per la spendibilità delle certificazioni verso il cliente e il consumatore.

E non parliamo solo di biologico: il mondo food safety, le certificazioni sulla produzione integrata e la sostenibilità ambientale stanno prendendo sempre più campo come componente di peso (reale e percepita dall’utenza) nel complesso scacchiere dei criteri che influenzano la scelta finale del cliente.

Diversi studi recenti confermano e quantificano questa trasformazione nel modo in cui i nostri connazionali percepiscono la qualità alimentare: nei rapporti Coop 2024 e 2025 è riportato che per il 62% degli italiani la sostenibilità è diventata uno degli elementi di decisione all’acquisto; inoltre, per la prima volta si registra un calo (del 3,3%) delle vendite di cibi pronti ed ultra-processati.

Sono 6 milioni gli italiani intenzionati ad aumentare la spesa in cibo e bevande per il consumo domestico nei prossimi 12/18 mesi puntando su prodotti salutari e di qualità; il tasso di crescita del comparto Bio in iper e supermercati tra il 2024 ed il 2025 è stato del +4,8%, riguardante soprattutto gli ortofrutticoli freschi.

Il rapporto ISMEA-Qualivita indica una crescita dell’esportazione di prodotti DOP/IGP del +8,2%, e potremmo proseguire, ma l’idea è chiara: il consumatore di oggi è tornato a scegliere il Bio, i prodotti locali, la dieta mediterranea, la sostenibilità e la qualità certificata confermandosi sempre più consapevole, attento a ciò che mangia e all’impatto ambientale ed etico che produce.

Proprio qui si inserisce l’attività di CCPB: in questo trend in cui le aziende chiedono un servizio di certificazione ad ampio spettro, siamo in grado di offrire dei pacchetti integrati multischema.

Grazie alla partnership con TÜV Nord, oltre al biologico, alla certificazione di prodotto (come DOP/IGP o Global G.A.P.) ed alla sostenibilità (come Produzione Integrata o Equalitas) abbiamo acquisito il settore Food Safety, riuscendo così ad ottimizzare impegno, tempi e costi degli audit.

I nostri collaboratori commerciali sono a vostra disposizione per studiare insieme a voi le soluzioni più vantaggiose, per aiutarvi a raggiungere il massimo risultato con la maggiore efficienza.