Aggiornamento Standard Naturland, cosa c’è di nuovo?
L’Assemblea dei delegati di Naturland ha approvato le modifiche alla nuova versione 05/2025 degli standard, che interessano i settori della produzione, della trasformazione e dell’acquacoltura.
Vediamo insieme quali sono le modifiche più rilevanti.
Gestione sostenibile dell’acqua
è stata introdotta una revisione delle disposizioni sull’uso dell’acqua che interessa quasi tutte le regioni italiane. Le aziende agricole che si trovano in aree a rischio idrico devono adottare specifiche misure per una gestione più sostenibile. Naturland utilizza come parametro di riferimento l’Aqueduct Water Risk Atlas del World Resources Institute (WRI), con l’indicatore “Water depletion” (Versione 4.0) (vedi https://wri.org/applications/aqueduct/water-risk-atlas), classificando come aree a rischio idrico le zone di livello 3 (Medium-high), 4 (High) e 5 (Extremely high).


Rientrano inoltre tra le aree a rischio quelle situate in zone desertiche secondo la classificazione climatica di Köppen-Geiger (Indicatore BWh, Versione 2017).
Le aziende che operano in queste aree, purché dotate di sistemi di irrigazione, dovranno redigere un piano di gestione delle acque (PGA) in cui sono tenuti a:
- eseguire un’analisi dell’acqua almeno ogni tre anni secondo le indicazioni FAO per la valutazione della qualità dell’acqua, o con metodi equivalenti (link FAO 1; link FAO 2);
- registrare il consumo idrico, prevenire salinizzazione, erosione e inquinamento delle acque.
- garantire l’efficienza dei sistemi di irrigazione. La conversione a sistemi più efficienti può essere realizzata gradualmente, mentre l’irrigazione tradizionale per allagamento resta ammessa solo nei casi in cui risulti compatibile con una valutazione complessiva e sostenibile;
Uso dei Nutrienti
Cambia anche la gestione dei nutrienti. Le aziende Naturland potranno ora collaborare con impianti di biogas convenzionali senza l’obbligo di fornire materiale vegetale proprio, purché rispettino i requisiti stabiliti per l’uso dei residui di fermentazione.
Sono inoltre ammessi, con alcune condizioni:
- letame solido da allevamenti convenzionali non industriali;
- liquame convenzionale, se l’azienda coltiva almeno il 10% della superficie con leguminose e fornisce foraggio biologico al produttore convenzionale.
Ogni utilizzo dovrà essere notificato e documentato.
Leguminose: più libertà nella rotazione colturale
Viene introdotto un sistema di “ponderazione” che premia le leguminose foraggere pluriennali e consente di soddisfare i requisiti anche tramite colture intercalari o consociazioni. Questo significa che le aziende potranno raggiungere la quota richiesta di leguminose non solo con colture principali, ottenendo così una maggiore flessibilità nella pianificazione colturale senza compromettere l’apporto di azoto e la salute del suolo.
Patate: obbligo di varietà resistenti
Chi coltiva più di 2 ettari di patate dovrà destinare almeno il 10% della superficie a varietà resistenti alla peronospora, secondo la lista Naturland.
Sono esentati i produttori di patate novelle che coltivano su una superficie massima di 0,5 ettari e i produttori di varietà locali tradizionali, oltre a chi non utilizza composti di rame.
Acquacoltura
Gli allevatori di salmoni dovranno garantire almeno controlli mensili sulla salute dei pesci da personale qualificato come veterinari ittici o responsabili della salute dei pesci.
Quando entra in vigore? Le nuove disposizioni saranno verificate nel corso delle ispezioni 2026 dagli organismi di controllo, tra cui CCPB.
Certificazione: Reg. Ue 2018/848, il biologico nell’Unione Europea
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