Rapporto Corte dei Conti "Agricoltura biologica nell’UE – Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica"

Rapporto Corte dei Conti

Lo scorso settembre la Corte dei conti europea ha pubblicato il proprio rapporto “Agricoltura biologica nell’UE – Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica”.

L’audit condotto dalla Corte ha interessato anche l’Italia ed aveva lo scopo di verificare se:
- la struttura legislativa attualmente in vigore permette un incremento del metodo di produzione biologico
- i fondi PAC dedicati hanno effettivamente supportato tutti gli obiettivi del bio, inclusi quelli ambientali e di mercato
- gli impatti delle policy sono correttamente monitorati e valutati

Il periodo oggetto di revisione è quello tra il 2014 e il 2022, periodo in cui il sistema BIO UE ha ricevuto tramite PAC circa 12 mld in supporti vari. 

Risultanze generali
Il risultato generale dell'audit della Corte dei conti è che ci sono importanti divari sia a livello di PAC che di legislazioni nazionali e che l’attuale politica UE, in particolare, sia eccessivamente focalizzata sull'obiettivo del 25% di SAU bio entro il 2030, perdendo di vista gli obiettivi ambientali e di mercato. A margine di ciò, la Corte punta comunque il dito su una mancanza di dati che non ha permesso di quantificare del tutto gli impatti delle policy.
La Corte riporta comunque che l'attuale action plan è migliore di quello precedente (risalente al 2014, mentre quello attuale è del 2021), anche se ancora mancante di obiettivi strategici e di metodi per misurare i progressi. Inoltre, è piuttosto critica anche sulla strategia generale dell'UE per quanto riguarda il BIO, lamentando ancora come ci si sia concentrati eccessivamente su un obiettivo non vincolante (il già citato 25% di SAU Bio entro il 2030), senza pianificare un obiettivo di lungo termine per il post-2030. Sempre riguardo tale obiettivo, è di nuovo sottolineato che sarà pressoché impossibile centrare l'obiettivo, in quanto per i restanti 6 anni servirebbe un tasso di crescita delle superfici in UE almeno doppio rispetto a quello attuale. Nei Paesi con meno superfici gli action plan nazionali dovrebbero giocare un ruolo più incisivo, ma in generale la qualità di questi piani è scarsa.
La Corte riporta di aver visitato 4 Stati Membri: Romania, Polonia, Italia (Campania e Sicilia) e Austria per un totale di 26 aziende agricole beneficiarie: è emerso che alcuni aspetti della produzione biologica, specialmente quelli inerenti la rotazione colturale e il benessere animale, sono scarsamente implementati. Insistono sul fatto che gli obiettivi del metodo di produzione biologico dovrebbero essere integrati nei criteri di spesa della PAC, come traino per gli Stati Membri per implementarli a loro volta nei piani nazionali. Altro punto sensibile sempre a carico degli Stati membri è che i fondi PAC per il rinforzo della posizione competitiva degli agricoltori nella value chain non sono sufficientemente utilizzati.

Altre considerazioni specifiche:
Superfici: ultimi dati completi al 2022 riportano che la SAU biologica in EU si attesta al 10,5%, ma con differenze molto significative (Austria già al 25,7%, Malta meno dell'1%). L'Italia è al 18,1%, la più avanti tra gli Stati più rilevanti (Germania 9,8%, Francia 10,1%, Spagna 10,8%)
Consumi: ultimi dati completi al 2022 parlano di un mercato che vale 45 mld, ma che tuttavia vive enormi disparità. A detta della Corte, ciò è dovuto semplicemente alla differente capacità di acquisto e di sviluppo (Danimarca 365€ pro capite anno per prodotti bio, Romania 2 € pro-capite anno)
Strategia: la Commissione europea, dal 2014 al 2020 non aveva fissato obiettivi specifici per il metodo di produzione biologica. la Corte riporta una generale mancanza di obiettivi quantificabili, milestones, strumenti di monitoraggio e piani di allocazione per le risorse.
Piani nazionali: 24 Stati membri su 27 hanno implementato un piano di azione nazionale. Questi piani non sono obbligatori, ma fortemente raccomandati. La Corte vede in questi piani uno strumento importante per far recuperare terreno a quegli Stati più in difetto sulle politiche a sostegno del motodo di produzione biologica, ma anche i Piani risentono di una cronica mancanza di strategia e di definizione delle responsabilità, oltre che a una debole allocazione di risorse finanziarie. La Corte fa presente che l’obiettivo del 25% richiede forti azioni a livello di Stato membro, specialmente dal punto di vista di obiettivo di spesa della PAC da raggiungere anche con il metodo biologico, accoppiati con obiettivi ambiziosi fissati a livello nazionale.
PAC: secondo la Corte, la PAC non risulta essere ad oggi uno strumento completo per supportare il metodo di produzione biologico, in quanto non considera, come già detto, i benefit ambientali e di mercato, ma è eccessivamente focalizzata sull’aumento delle superfici. 26 Stati Membri su 27 hanno integrato nei propri PSR i budget a disposizione per il metodo di produzione biologico e 5 Paesi (Italia, Germania, Grecia, Francia e Spagna) si sono assicurati più del 60% del budget a disposizione. Inoltre, la PAC non supporta a sufficienza gli investimenti degli agricoltori e non abbatte le barriere all’ingresso per i piccoli agricoltori.
Rotazione delle colture: solo l’Italia, tra i 4 Paesi sottoposti ad audit, ha un Decreto nazionale che definisce la rotazione.
Benessere animale: le norme sul benessere animale stabilite dal Regolamento 848 sono ampiamente e generalmente derogate a livello di Stato Membro e ciò permette a molti allevatori di ricevere fondi PAC. In aggiunta, la Commissione non monitora tali autorizzazioni in quanto gli Stati Membri non sono tenuti a comunicarle.
Produzione: in molti casi, ai percettori di fondi PAC non è richiesto di provare che abbiano prodotto/venduto quanto raccolto come biologico, con il rischio di andare a supportare aree non produttive. A titolo esemplificativo, la Corte riporta che il 60% delle superfici certificate biologiche in UE sono prato e/o foraggere, mentre sono solo il 6% dei bovini allevati con il metodo biologico in UE, il 3,6% del pollame e il 1% dei suini.
Mancanza di dati: la Corte non nasconde un certo disappunto riguardo alla carenza di dati e soprattutto alla mancanza di monitoraggio adeguato a tutti i livelli, che si traduce in una impossibilità di valutare le performance delle politiche attuate. Gli unici indicatori presenti sono troppo generici.

Alla luce delle suddette risultanze, la Corte ha emesso 3 raccomandazioni generali:
1) Potenziare il quadro strategico dell'UE per il settore del biologico e migliorare il nesso con il sostegno della PAC
2) Integrare meglio gli obiettivi ambientali e di mercato dell'agricoltura biologica nella PAC
3) Far sì che siano disponibili dati pertinenti per valutare lo sviluppo dell'agricoltura biologica

A cui la Commissione Europea ha risposto nel seguente modo:

Raccomandazione 1 – Potenziare il quadro strategico dell'UE per il settore del biologico e migliorare il nesso con il sostegno della PAC
La Commissione dovrebbe:
a) migliorare l'approccio strategico dell'UE per il settore del biologico nei modi seguenti:
i) definendo una visione di lungo periodo per il settore che vada oltre il 2030;
ii) fissando obietti misurabili e indicatori iniziali per valutare i progressi compiuti;
iii) considerare di fissare valori-obiettivo aggiuntivi, oltre a quello del 25 % relativo alla superficie coltivata con pratiche biologiche, per assicurare lo sviluppo complessivo del settore (ad esempio, per incentivare la produzione e il consumo di prodotti biologici);

NON ACCOLTA: La Commissione non ritiene di doversi impegnare in questo momento in quanto eventuali obiettivi aggiuntivi pregiudicherebbero e condizionerebbero eccessivamente future iniziative politiche.

b) nella PAC successiva al 2027, esortare gli Stati membri a collegare meglio l'utilizzo del sostegno della PAC ai bisogni da essi individuati per il settore del biologico.

PARZIALMENTE ACCOLTA: la Commissione non ritiene di dover agire in quanto ciò interferirebbe con il diritto di iniziativa legislativa per la parte post-2027. Inoltre, sarebbe necessario uno studio preliminare delle misure necessarie, con le varie consultazioni pubbliche e valutazioni di impatto necessarie. Tuttavia, si impegnerà ad esortare gli Stati membri a collegare meglio l'utilizzo del sostegno della PAC ai bisogni individuati all'interno del settore.

Raccomandazione 2 – Integrare meglio gli obiettivi ambientali e di mercato dell'agricoltura biologica nella PAC
La Commissione dovrebbe:
a) fornire orientamenti agli Stati membri per applicare in modo uniforme le norme definite nel regolamento sull'agricoltura biologica, nonché integrare meglio i principi biologici nel sostegno della PAC per l'agricoltura biologica;

PARZIALMENTE ACCOLTA: la Commissione non accoglie la parte relativa ad una migliore integrazione, in quanto ritiene che i principi del metodo di produzione biologico siano già sufficientemente integrati.

b) valutare il contributo dei fondi della PAC alla sostenibilità economica dell'agricoltura biologica per meglio indirizzare il sostegno della PAC post-2027 al settore del biologico;

PARZIALMENTE ACCOLTA: la Commissione conferma di poter effettuare la valutazione di cui sopra per il periodo 2023-2027, ma non per il periodo successivo al 2027.

c) analizzare l'utilizzo di tutte le autorizzazioni e deroghe relative all'agricoltura biologica e, se necessario, intraprendere azioni correttive.

ACCOLTA

Raccomandazione 3 – Far sì che siano disponibili dati pertinenti per valutare lo sviluppo dell'agricoltura biologica
La Commissione dovrebbe:
a) sulla base dei dati già raccolti, collaborare con gli Stati membri per valutare il contributo apportato dal sostegno della PAC per l'agricoltura biologica al conseguimento degli obiettivi della PAC;

ACCOLTA

b) raccogliere nella RISA informazioni pertinenti e rappresentative sull'agricoltura biologica, per valutare l'impatto del sostegno della PAC;

ACCOLTA

c) analizzare la necessità di raccogliere dati più granulari sul settore del biologico (ad esempio, su operatori biologici, superficie in fase di conversione) a sostegno delle decisioni strategiche.

ACCOLTA