Novità in vista per le DOP IGP, previsto un nuovo regolamento per il 2024

Pubblicato il: 14/11/2023

Autore: Roberto Burattini - Responsabile di Schema DOP-IGP-STG

Novità in vista per le DOP IGP, previsto un nuovo regolamento per il 2024

In un recente articolo su Italiafruit News il parlamentare europeo Paolo De Castro ha comunicato il raggiungimento di un’intesa sul nuovo regolamento europeo sulle denominazioni di origine.

Nel corso dei primi mesi del 2024 verrà quindi emanato un nuovo testo unico europeo sulle produzioni di qualità.

Il nuovo regolamento, che deve ancora formalizzare l’iter in Parlamento e Consiglio europei, si pone l’obiettivo di dare un forte impulso alla valorizzazione dei prodotti DOP-IGP senza ricorrere all’utilizzo di risorse pubbliche.

I consorzi di tutela diventeranno ancora più centrali all’interno del sistema (assumeranno nuovi poteri tra cui la lotta alle pratiche svalorizzanti, la programmazione produttiva con piani fino a sei anni, la promozione del turismo IG e semplificazione delle norme per la registrazione e la modifica dei disciplinari di produzione), verrà rafforzata la protezione di DOP e IGP e aumentata la trasparenza verso i consumatori.

La richiesta di registrazione da parte di stati membri di denominazioni evocative o addirittura identiche a denominazioni già esistenti non sarà più possibile. Viene introdotto l’obbligo di indicare in etichetta il nome del produttore (bisognerà capire esattamente cosa si intende per “produttore”, NdR).

Estremamente interessate la creazione di una struttura di geoblocking immediato capace di intercettare domini internet non appropriati e con contenuti illeciti.

Per l’utilizzo di prodotti DOP IGP come ingredienti di prodotti trasformati sarà necessario informare i consorzi di tutela e gli stati membri che lo vorranno potranno prevedere come necessaria anche un’autorizzazione scritta del consorzio competente.

Infine, verrà ridimensionato il ruolo dell'Ufficio europeo della proprietà intellettuale, l'Euipo, al quale verrà attribuito un ruolo consultivo unicamente per questioni amministrative, facendo chiarezza sul fatto che l’unico interlocutore dei produttori sulla materia rimane la Commissione UE.