Le importazioni di prodotto biologico in Europa
Lo scorso settembre l’Unione Europea ha pubblicato un interessante report (disponibile qui) con i dati sulle importazioni di prodotto biologico proveniente da Paesi Terzi, confrontando quelli del 2020 con quelli del 2021. Si tratta di dati di grande attendibilità perché registrati sul TRACES (TRAde Control and Expert System), il portale elettronico che registra ogni ingresso di prodotto biologico in Europa.
I dati principali
In totale, i volumi di importazione sono aumentati del 2,8% rispetto al 2020, da 2,79 milioni di Tonnellate a 2,87 milioni, tornando in linea con i volumi del 2019. Si tratta in gran parte di “commodities” come cereali, semi oleosi, olii vegetali, zucchero, caffè, cacao, etc., dei quali l’Unione Europea rimane il principale importatore e che rappresentano il 44% del totale in peso (erano il 48% nel 2019). Tuttavia, nel 2021 questa importante quota di prodotto importato è risultata in diminuzione del 5,3% rispetto al 2020, in particolare per panelli di soia dalla Cina, grano dall’Ucraina e zucchero dal Brasile. Al contrario, risultano aumentate del 5,8% le importazioni di frutta tropicale (principalmente banane). In volume di prodotto esportato, i principali partners che si confermano anche nel 2021 sono Ecuador, Repubblica Dominicana, India, Perù, Ucraina, Turchia, Cina.
I prodotti trasformati importati ad alto valore aggiunto, come succhi e olio di oliva rappresentano una percentuale in peso significativamente più modesta; tuttavia, i volumi sono aumentati del 7%. Stesso andamento per altri prodotti preparati e bevande che sono aumentati in volume, pur rimanendo marginali nel complesso.
Alcuni dati specifici per settore
Per l’olio di oliva bio, il principale canale di rifornimento è rappresentato dalla Tunisia che ha inviato in Europa 45.000 tonnellate del prezioso condimento, pari al 25% del totale di olio di oliva importato nell’UE (nel 2020 questo rapporto era pari al 15%, segno che la Tunisia sta intensificando la produzione bio di olivo da olio). Tra gli altri prodotti con un deciso segno positivo abbiamo frutta tropicale e miele, mentre zucchero e fave di cacao risultano in diminuzione. I principali esportatori di banane sono Ecuador e Repubblica Dominicana le cui esportazioni verso l’UE sono aumentate del 6.5% e 5.1% rispettivamente. Stupiscono le importazioni dall’India, i cui problemi di affidabilità del sistema di certificazione sono noti a tutti, le quali crescono del 18,1%, grazie all’import dei pannelli di soia che bilanciano la sensibile diminuzione di quelli provenienti dalla Cina. I prodotti più importati si confermano frutti tropicali, frutta guscio e spezie, pannelli di soia e/o altri semi oleosi, zucchero di bietola e di canna, ortaggi.
I principali importatori in Europa
Più del 50% del volume dei Prodotti bio importati arriva in Olanda e in Germania. In particolare, in Olanda arrivano ben 917.000 Tonnellate e questa attività risulta in crescita rispetto al 2020 per un 10,2%. Anche in Germania abbiamo un attività di import fiorente che ha segnato un 20% di crescita rispetto al 2020 per un volume pari a 517.000 Tonnellate. Gli altri paesi che maggiormente importano bio sono Belgio, Francia e poi Italia. Si può quindi affermare che il ns paese non sia tra quelli che beneficiano direttamente della commercializzazione dei prodotti importati e che, in assenza di un import trading organizzato, le nostre aziende agroalimentari preferiscono rifornirsi presso gli importatori olandesi, tedeschi, francesi o belgi lasciando ad essi il compito di organizzare le catene di fornitura che poi si ripercuote sul maggior prezzo da pagare per acquistare le materie prime.
Scenari futuri
In assenza di dati sull’import del 2022 ancora non disponibili e dell’andamento dei consumi bio in Italia e in Europa, possiamo supporre che nello scorso anno sia diminuita in modo sensibile la quota di cereali e semi oleosi proveniente dall’Ucraina, mentre si manterranno immutate le quote di importazione delle varie commodities provenienti dai soliti paesi. Data la scarsa produzione italiana di olive nel 2021 e nel 2022, la Tunisia conserverà il suo primato. Sarà interessante verificare come l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e il suo ruolo nello scacchiere economico internazionale, cambierà gli scenari delle importazioni bio; infatti dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito è diventato l’ottavo esportatore verso l’UE.
