Residuo 0, facciamo chiarezza

Residuo 0, facciamo chiarezza

Da qualche anno assistiamo alla comparsa, sugli scaffali del supermercati, di prodotti vegetali, sia freschi che trasformati “senza pesticidi” o a “residuo 0”. Questi prodotti dichiarano una presenza (o meglio “assenza”) di residui di fitofarmaci al di sotto di un limite, imposto dal disciplinare applicato ad essi; in considerazione del fatto che lo zero analitico non esiste, perché le apparecchiature utilizzate dai laboratori hanno dei limiti (seppur ormai molto bassi).

Cosa significa zero

Detto in questi termini, è chiaro che la differenza la fa il limite sopra il quale un residuo di fitofarmaco è considerato presente. E’ universalmente stabilito “quasi” da tutti i disciplinari di settore che il limite di 0,01 mg/kg, al di sotto del quale una sostanza è considerata in tracce, sia paragonabile allo zero e, pertanto, il fitofarmaco può essere considerato assente.

Domande

La premessa in alto si rende necessaria, in quanto spesso ci pervengono domande del tipo: “se un prodotto è a residuo 0, vuol dire che non è trattato con pesticidi?”, oppure: “che differenza c’è tra residuo 0 e biologico?”

Biologico

La risposta sintetica a queste domande è che residuo 0 e biologico non c’entrano nulla. Ma vediamo di precisare alcuni punti:

  • prodotti di sintesi: considerando solo la difesa ed il diserbo fitosanitari, il biologico non ammette prodotti di sintesi, mentre il residuo 0 li applica in maniera così fine e precisa, che alla raccolta non se ne ritrovano più
  • residuo: quindi residuo non significa non utilizzo (come nel bio), ma significa che nel prodotto finito non ne rimane traccia
  • approccio del biologico è detto olistico perché è un metodo agricolo che tiene in considerazione l’intero ecosistema in cui la produzione agricola è inserita
  • approccio del residuo 0 invece è raggiungibile utilizzando esclusivamente molecole che hanno una degradazione piuttosto veloce sul prodotto e comunque rispettando tempi di “sicurezza” tali per cui il residuo riscontrabile sul prodotto sia inferiore a 0,01 mg/kg.

Certificazione CCPB

CCPB certifica i prodotti agroalimentari vegetali a residuo 0 attraverso il Documento Tecnico di Prodotto (DTP) n° 10, che fissa il limite per i residui di fitofarmaci sintetici a 0,01 mg/kg ed impone procedure per lo sblocco dei lotti di coltivazione ed analisi multi-residuo su più livelli, al fine di garantire l’assenza di residui di sostanze fitosanitarie.