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Produzioni vegan: che tipo di certificazione?

Produzioni vegan: che tipo di certificazione?

Scegliere di vivere “vegan” spesso risulta più facile di quanto si possa immaginare; la difficoltà sta nello scegliere i prodotti da acquistare nel quotidiano, nel dover continuamente controllare le etichette, gli ingredienti, nel dover stare attenti ai trabocchetti e agli additivi o coadiuvanti di origine animale che in etichetta, spesso, non hanno l’obbligo di dover essere indicati.

Certificazione Prodotti Vegani

Proprio per venire in aiuto ai consumatori più attenti e sensibili ai maltrattamenti animali, sono nate le certificazioni delle produzioni vegane come quella che propone CCPB. PRODOTTI VEGANI è una certificazione che richiede un impegno importante alle aziende che chiedono di certificarsi, sottoponendole a controlli documentali su ogni aspetto produttivo, a verifiche ispettive negli stabilimenti durante la produzione, a prelievi di campioni per attestare che un prodotto o alimento sia stato ottenuto escludendo qualsiasi sostanza di derivazione animale in ogni fase della sua realizzazione.

Soltanto col superamento di tutte le fasi del processo di certificazione, un’azienda può ottenere un certificato di conformità allo standard e può utilizzare il logo CERTIFICATO VEGANO, che contraddistingue la certificazione.

Chi certifica

Come spesso accade nell’ambito delle certificazioni di prodotto volontarie non regolamentate, però, le proposte sono numerose e, soprattutto, diverse tra loro, anche se si pongono degli obiettivi simili. Ma in cosa sono diverse queste certificazioni vegane?!

Innanzitutto, bisogna fare una prima distinzione tra gli enti che propongono tali certificazioni; infatti, se da un lato troviamo delle associazioni e organizzazioni di categoria, che magari sono molto attive sul fronte comunicativo, ideologico e di supporto della causa, spesso, esse non hanno una particolare esperienza nel campo della certificazione di prodotto, nel campo delle ispezioni in stabilimenti, nel campo del controllo qualità, del campionamento ed analisi di laboratorio; dall’altro lato troviamo degli Organismi di Controllo riconosciuti dalle Amministrazioni nazionali ed internazionali, che possono avere una grande esperienza sul controllo qualità, sulla conduzione di visite ispettive, sul prelievo di campioni per le analisi di laboratorio, sui processi produttivi dell’industria alimentare, cosmetica, tessile e così via.

Come certifica

Una seconda considerazione da fare, quando ci si affida ad una certificazione per la scelta di un prodotto, è sul tipo di certificazione applicata allo stesso. Infatti, il mercato offre delle certificazioni vere e proprie, che comprendono delle valutazioni documentali approfondite del processo produttivo, delle ricette o formule, delle materie prime utilizzate, delle apparecchiature e dispositivi aziendali impiegati, del sistema qualità e autocontrollo aziendale.

Tale fase, è seguita da una verifica ispettiva degli stabilimenti, per il controllo del processo produttivo, delle ricette ed ingredienti effettivamente utilizzati, delle apparecchiature, della capacità di intervenire in caso di contaminazione, della tracciabilità delle materie prime e dei prodotti finiti. Altre certificazioni, inoltre, aggiungono una terza fase contraddistinta dal prelievo di campioni per analisi di laboratorio, che rappresentano la conferma schiacciante dei risultati ottenuti nelle prime due fasi.

Il controllo

Di fianco al primo tipo di certificazioni, poi, possiamo imbatterci in semplici certificazioni basate esclusivamente sul controllo documentale, ma che non prevedono mai un controllo effettivo di quanto accade nelle aziende certificate o, addirittura, in autodichiarazioni fatte dalle stesse aziende che ottengono, in questo modo, la licenza ad utilizzare il logo in etichetta; ma di fatto, l’ente certificatore non effettua alcun tipo di controllo sull’azienda certificata.

L’ultima considerazione che bisogna fare a tal proposito riguarda l’impegno che un’azienda deve mettere per ottenere la conformità al primo, al secondo o al terzo tipo di certificazione. Ovviamente, un’azienda che sceglie una certificazione completa, di quelle che comprendono visite in azienda e analisi di campioni, si sta impegnando totalmente per raggiungere l’obiettivo di soddisfare le aspettative del consumatore, mentre l’azienda che autodichiara un suo prodotto come vegano, vuole solo mettere poco tempo e pochi soldi nella causa, ottenere un marchio da esibire senza troppo sforzo e senza alcun controllo.

Per ulteriori informazioni: ccpb@ccpb.it.