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Un anno di importazioni di materie prime biologiche

Un anno di importazioni di materie prime biologiche

La Commissione Europea ha reso disponibile sul proprio sito i dati 2020 sulle importazioni di prodotti agricoli biologici all’interno dell’UE, estrapolati dalla piattaforma TRACES. Le importazioni globali sono leggermente diminuite rispetto al 2019, passando da 2.849.000 tonnellate a 2.794.000 tonnellate (-2%).

Il decremento è quasi tutto a carico della categoria commodities tra cui cereali, oli vegetali e di semi, latte in polvere, burro, caffè verde e cacao, che registra un calo dell’11%. Gli incrementi maggiori si registrano invece per carne, frutta e verdura, yoghurt e miele (secondo terminologia UE è la categoria “altri beni primari”).

Chi importa

I principali Stati Membri importatori si confermano i Paesi del Nord Europa, cioè Olanda (31% dei beni biologici importati, con quantità in decremento rispetto al 2019), Germania (18% con quantità in aumento sul 2019) e Belgio (11%, in lieve decremento). Seguono Francia e Italia con percentuali tra il 10% e 8%.

Da dove si importa

I principali Paesi Terzi esportatori verso l’Unione sono Ecuador e Repubblica Dominicana, ovviamente trainati dalla frutta tropicale, seguiti da Cina (largamente prima per i panelli), Ucraina (primo esportatore di cereali verso l’Unione), India, Turchia e Colombia (primo esportatore verso l’Unione di zucchero).

Cosa si importa

La frutta tropicale è stabilmente la prima categoria come quantitativi di prodotti importati in UE e conta il 30% del totale (840.000 t, di cui quasi 700.000 t di banane), seguito dai panelli (8%, 230.000 t di cui 223.000 di panello di soia), zucchero (7%, 190.000 t) e verdure (5%, 150.000 t). La frutta tropicale è in aumento del 9% rispetto al 2019, così come il caffè e il tè (+5%), la soia (+5%), l’olio d’oliva (+41%) e il riso (+33%). Proprio per quanto riguarda l’olio d’oliva, il prodotto biologico conta ormai circa il 18% del totale delle importazioni in UE.

Le categorie che invece segnano il passo sono i panelli (-22%), lo zucchero (-10%), semi oleosi (esclusa la soia, -12%) e i cereali (esclusi frumento e riso, -41%). I cali sono dovuti a forti riduzioni di forniture di panello di soia da Cina, mais dall’Ucraina e frumento dal Kazakistan.

I dati completi sono consultabili qui sul sito della UE.