Nichel Free: attenzione al greenwashing
Autore: Vincenzo Arra - Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto CCPB
Il nichel è un metallo largamente diffuso in natura, capace di provocare reazioni allergiche in soggetti sensibili. Lo troviamo in aria, acqua e terreno, ma anche beni di largo consumo quali indumenti, cosmetici, gioielli ed alimenti.
Ad oggi, non esistono limiti massimi di legge per questa sostanza e non è ben chiara la concentrazione soglia che può provocare problemi alla salute dei consumatori.
Chi presenta problemi legati all’assunzione di nichel dovrebbe scegliere prodotti privi di questo metallo, per quanto possibile. In loro aiuto accorrono le certificazioni di prodotto che garantiscono l’assenza di nichel, “Nichel Free”.
Veramente free
Attenzione, però, non tutto il Nichel Free è veramente “free”. Il buco normativo in materia, infatti, non impone limiti massimi della sostanza nei prodotti certificati Nichel Free. Ciò ha portato alla diffusione di certificazioni che stabiliscono limiti propri che, in alcuni casi, si pongono a vantaggio del produttore a discapito del consumatore.
Letteralmente, Nichel Free si traduce con “senza nichel”, ma spesso troviamo prodotti che specificano un contenuto di nichel inferiore a 0,04, 0,03, 0,02 o 0,01 mg/kg.
Data l’impossibilità dello 0 analitico, un prodotto descritto come nichel free dovrebbe contenere la sostanza in una concentrazione paragonabile a 0 o, quantomeno, in concentrazione più vicina ad esso.
Considerando che molti laboratori fissano il limite di quantificazione analitica della loro strumentazione a 0,01 mg/kg e che il Reg. (CE) n. 396/2005 stabilisce come limite per le sostanze che non presentano limiti fissati per legge, proprio 0,01 mg/kg, valore universalmente accettato come presenza in tracce ed accidentalmente inevitabile di una sostanza, appare chiaro che valori che superano tale soglia non dovrebbero permettere il vanto di prodotto nichel free.
Certificazioni CCPB
Per i motivi sopra citati, CCPB ha sviluppato un Documento Tecnico (DTP22) che garantisce concentrazioni di nichel sui prodotti agroalimentari inferiori a 0,01 mg/kg.
Nei casi in cui i prodotti contengono un contenuto di nichel superiore a tale soglia, ma inferiore a 0,04 mg/kg, limite che la bibliografia scientifica identifica come sicuro per i soggetti allergici, CCPB ha sviluppato un diverso Documento Tecnico (DTP25), che impedisce di indicare in etichetta che il prodotto è nichel free, in modo da non sfociare nel greenwashing, ma permette di usare la dicitura Nichel Tested, per identificare prodotti con un contenuto di nichel ridotto.
Certificazione: DTP 22 Nichel Free + DTP 25 Nichel Tested
Tags: agroalimentare, nichel
