Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina: Privacy Policy. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

E poi? Scegliere il futuro

E poi? Scegliere il futuro

Al festival del libro pordenonelegge 2021 abbiamo parlato di futuro con i finalisti del più grande esperimento di crowd foresight (previsione collettiva del futuro) e crowd writing (scrittura collettiva) mai realizzato fino ad ora. Il libro E poi? Scegliere il futuro è disponibile nelle librerie, sul webshop di Edizioni Ambiente e sulle principali piattaforme online per l’acquisto di libri.

pordenonelegge 2021

Sul palco il direttore artistico del festival Gian Mario Villalta ha dialogato con gli autori Andrea Segrè e Ilaria Pertot e con alcuni dei ragazzi e delle ragazze che hanno contribuito con il loro finale: Anna Eriksson, Magdalena Broseghini, Lorenzo Lubrano e Leisam Moar. CCPB ha supportato l’intero progetto e la partecipazione dei finalisti a pordenonelegge 2021.

Il futuro raccontato dal libro

Il libro racconta di Elisa e Carlo, due amici di lunga data che amano la montagna e discutere sulle grandi questioni che l’umanità dovrà affrontare nel futuro. Sullo sfondo, un maestoso ghiacciaio alpino che si sta fondendo per effetto del riscaldamento globale. L’uso insostenibile delle risorse naturali, la società della produzione illimitata e del consumo di massa, lo stile di vita bulimico e frenetico vengono sezionati per capire cosa non funziona nel mondo. Un’amicizia quella tra Elisa e Carlo che si alimenta della passione comune per la natura, ma che nasconde qualcosa di impalpabile e misterioso. Un percorso che passa dal malessere alla consapevolezza fino alla scoperta della via da seguire.

Gli eventi inattesi spesso però scatenano il cambiamento: un giovane scombina il rapporto fra Elisa e Carlo, una pandemia mette in crisi il Pianeta e le sue certezze. Come i protagonisti, anche l’umanità è di fronte a delle scelte: che si possono fare o non fare, ma che decideranno il futuro. Al termine del racconto ci sono nove finali si può scegliere la parola che più si avvicina alla nostra idea di futuro e leggere il finale associato. Anche l’ultimo finale, quello scritto dagli autori sulla base dei 4.494 scenari inviati dai lettori, ci riporta di fronte alle tre scelte che i protagonisti del libro hanno fatto.

Il momento delle scelte e del cambiamento

Scegliere è dunque la parola chiave, sia nella dimensione individuale, sia in quella collettiva. Che cos’è il cambiamento di cui tutti parliamo e che ci dovrà salvare dall’effetto nefasto del cambiamento climatico se non la somma di tante piccole scelte individuali? Il racconto attraverso i dialoghi dei protagonisti aiuta a riflettere sul fatto che non ci sarà qualcuno che ci salverà dalla catastrofe, ma lo dovremmo fare tutti noi attraverso scelte di vita sostenibili.

Il primo passo è la consapevolezza che possiamo raggiungere solo attraverso la conoscenza. Abbiamo mai pensato a quanti oggetti abbiamo a casa e che non utilizziamo mai, a quante cose desideriamo e che in realtà non ci servirebbero? Quanti viaggi abbiamo fatto per raggiungere luoghi che abbiamo visitato solo superficialmente? Il cambiamento climatico si nutre del superfluo, dove superfluo è qualcosa di cui non fruiamo, qualcosa del tutto inutile.

I quattro finali del libro

“Conoscere l’impatto che hanno la produzione di cibo e la dieta, intesa come stile di vita, sul nostro benessere e su quello del pianeta, è fondamentale per scegliere il comportamento corretto” dice Magdalena Broseghini che nel suo finale ci porta in un futuro caratterizzato dalla tecnologia. Una tecnologia però a misura di essere umano, che non ci snatura, ma ci porta a vivere in modo più sostenibile. “Perché” dice Magdalena “siamo un po’ come nell’esperimento della rana immersa nel pentolone con il fuoco acceso sotto. L’acqua si scalda lentamente e la rana non se ne accorge se non quando è troppo tardi e non riesce più a saltare fuori. Il Pianeta si sta scaldando, lentamente, e anche noi rischiamo di non riuscire ad accorgerci per tempo. Però è anche l’unico Pianeta che abbiamo, non possiamo saltare da qualche altra parte, e se vogliamo continuare a viverci dobbiamo attrezzarci per spegnere il fuoco che alimenta il cambiamento climatico”.

“Come fare per scuotere l’umanità da questo torpore?” si è chiesto Lorenzo Lubrano che con i suoi compagni ha scritto un finale tragico. “Abbiamo voluto presentare un futuro catastrofico” dice parafrasando Greta Thunberg “perché non ci interessa che il finale vi sia piaciuto, ma che vi abbia spaventato”. Leisam Moar racconta che “Abbiamo scritto il finale durante il lockdown. È stato duro perché ci ha privato della cosa più importate: le relazioni. Ora che la crisi è passata abbiamo tutti bisogno di ritrovarle e anche di passare più tempo nella natura. La privazione ha fatto aiutato a dare valore alle cose e alle persone”.

Dell’importanza dello stare assieme ne parla Anna Eriksson che è arrivata in Italia alcuni anni fa dalla Svezia, affascinata dal nostro Paese e dalla lingua italiana, tanto che ora ci vive assieme alla sua famiglia. Il finale che ha proposto è pieno di positività e ottimismo, ma anche di riflessioni sulle relazioni. “La crisi è stata un brutale promemoria per ricordarci che essere soli ci rende più deboli” ci dice, mentre sorridendo ci racconta come grazie alle relazioni lei è riuscita a superare le difficoltà di vivere un Paese straniero.

Nell’ultimo finale, quello “condiviso” troviamo infine un altro spunto di riflessione. Possiamo non scegliere (che in fondo sempre di una scelta si tratta), scegliere da soli o scegliere insieme. Ognuna di queste possibilità completa la storia. E poi, starà comunque a noi scegliere che cosa fare on non fare per il futuro nostro e del nostro Pianeta.