Il nuovo standard dell’agricoltura simbiotica

Il nuovo standard dell’agricoltura simbiotica

Dopo una fase di studio ed approfondimento scientifico, il Consorzio Eco-Simbiotico, ha pubblicato il nuovo disciplinare dell’agricoltura simbiotica che sarà gestito da Simbiotech Srl.

L’Agricoltura Simbiotica è una Certificazione di Processo delle produzioni agroalimentari di qualità che mira a ripristinare, mantenere e migliorare la biodiversità e funzionalità microbica dei suoli. Qui trovate il manifesto predisposto dal Consorzio.

Novità del nuovo disciplinare

Questo nuovo Disciplinare prevede nuovi requisiti e punti di controllo rispetto alle versioni precedenti, definendo inoltre meglio il ruolo dei vari attori della filiera, dell’Organismo di certificazione e di Simbiotech stessa.

Le principali modifiche riguardano:

  • L’introduzione di prerequisiti per le aziende agricole vegetali che attestino l’adozione di un metodo di coltivazione integrato o biologico;
  • Il campo di applicazione in modo particolare nei casi di vendita e cessione;
  • I requisiti di rintracciabilità delle produzioni lungo la filiera, specificando meglio gli ambiti nei quali è applicabile;
  • La definizione dei requisiti e dell’iter di approvazione dei prodotti fertilizzanti, ammendanti e corroboranti utilizzabili;
  • Una semplificazione delle norme di produzione animale;
  • I requisiti relativi alla quantità di residui di pesticidi ammessi, ovviamente per le produzioni vegetali da agricoltura integrata, con l’introduzione della cosiddetta “Sommatoria 100” e delle regole di autocontrollo di questo requisito;
  • L’introduzione dell’obbligo di monitorare i parametri chimico –fisici del terreno attraverso una analisi con frequenza almeno quinquennale;
  • I requisiti che devono possedere i fertilizzanti ed i prodotti fitosanitari in relazione a sostanze che possono inibire l’ureasi e la nitrificazione;
  • Il sistema di valutazione dei requisiti in funzione della loro criticità attraverso la definizione dei requisiti maggiori e minori, similmente a quanto previsto per gli standard GlobalGAP.

Certificazione

Altro aspetto introdotto che riteniamo fondamentale, considerando anche la complessità dal punto di vista tecnico del nuovo disciplinare, è l’introduzione dei requisiti minimi che devono possedere gli Organismi di Certificazione che possono essere autorizzati, come CCPB, che prevedono il possesso di accreditamenti ISO 17065 in riferimento a Norme di Produzione Integrata (es. UNI 11233), a Agricoltura Biologica (Reg. 834) e allo standard internazionale GlobalGAP IFA.