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Pubblicati i controlli ufficiali dell’ICQRF

Pubblicato il: 09/04/2021

Autore: Fabrizio Piva - Amministratore Delegato CCPB

Pubblicati i controlli ufficiali dell’ICQRF

È stato recentemente pubblicato il rapporto (qui PDF) sui controlli ufficiali eseguiti nel corso del 2020 da ICQRF (Istituto Centrale per la Qualità e la Repressioni delle Frodi) del Mipaaf.

Un’interessante raccolta dei risultati dell’attività svolta a favore dei più disparati settori dell’agroalimentare nazionale nel primo anno di pandemia ed anche un’occasione per una breve riflessione su quanto riscontrato nel settore biologico, messo a confronto con gli altri settore della cosiddetta “qualità regolamentata”.

Cosa dicono i dati

Nel corso del 2020 ICQRF ha svolto 70.792 controlli, di cui 58.824 ispettivi e 12.168 di tipo analitico interessando 37.508 operatori e 77.80 prodotti. Gli operatori riscontrati irregolari (per qualsiasi motivazione, dalla più banale alla più grave) sono stati il 15,8% dei controllati, l’11% dei prodotti verificati ed il 7,4% dei campioni analizzati. I risultati dei controlli eseguiti a carico dei prodotti tipici, dei vini e del biologico sono confrontabili dalla tabella che segue.

Controlli sul bio

I controlli sul biologico hanno rappresentato il 10,5% dei controlli totale quando il biologico non incide economicamente sul fatturato dell’agroalimentare nazionale secondo tale misura; sui consumi ad esempio incide per circa il 4%. Addirittura i controlli sono stati superiori rispetto all’aggregato dei prodotti tipici, quando economicamente questi sviluppano un fatturato più del doppio rispetto a quello realizzato con il biologico.

Nonostante questo, sia il numero degli operatori che dei prodotti riscontrati irregolari sono risultati di gran lunga inferiori sia al comparto delle produzioni agroalimentari tipiche che dei vini. Il dato sull’irregolarità dei campioni sconta il fatto che un campione di prodotto biologico risulta irregolare quando, ad esempio, ha per la normativa nazionale un residuo di prodotto fitosanitario > 0,01 ppm. Nel corso del 2020 hanno inciso pesantemente i residui di acido fosforoso la cui ricerca è stata estesa a tutti i campioni di prodotto prelevati.

Questo, purtroppo, non è in linea con le sanzioni pecuniarie comminate a seguito della violazione delle norme; nello specifico ai sensi del D Lgs. 20/2018 (qui PDF) sono state comminate sanzioni per 284.655 euro, riferibili a 62 pagamenti, mentre quelle comminate ai sensi del D Lgs 297/2004 (tipici) sono ammontate a 274.138 Euro per complessivi 96 pagamenti. Nonostante il livello di difettosità sia risultato migliore nel biologico, le sanzioni sono state più elevate sia in assoluto che per singolo pagamento in questo settore e ciò testimonia l’eccessiva vena repressiva del D Lgs 20.

Ancora una volta il biologico italiano ne esce “a testa alta” ed il sistema di certificazione nazionale dimostra di fornire credibilità al settore e garanzie al mercato.