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IFS versione 7: La gestione dell’outsourcing

Pubblicato il: 09/04/2021

Autore: Elisabetta Szulin - FSS Operating Area Manager

IFS versione 7: La gestione dell’outsourcing

Il 6 ottobre 2020 è stato pubblicato lo standard IFS Food in versione 7: le attività di verifica a fronte della nuova versione sono iniziate il 1° marzo 2021 e diventeranno obbligatorie per tutte le aziende dal 1° luglio 2021. Una delle richieste di chiarimento più frequenti che riceviamo dalle nostre aziende clienti è relativa alla gestione dell’outsourcing. In questo breve articolo cercheremo di spiegare nel modo più chiaro possibile le richieste di IFS versione 7 in relazione a questo argomento.

Cosa prevede la versione IFS Food 7

La nuova versione dello standard ha chiarito cosa si intente per prodotti in outsourcing e per prodotti commercializzati e, soprattutto, ha fatto una distinzione tra outsourcing parziale e outsourcing totale.

Partiamo dal concetto di prodotto commercializzato: risulta molto chiaro perché riguarda un prodotto lavorato, confezionato ed etichettato da un’azienda diversa e con un brand diverso oppure riguarda un marchio non di proprietà dall’azienda sottoposta a certificazione IFS. I prodotti commercializzati sono pertanto quelli che non sono inclusi nello scopo di certificazione dell’azienda e che rientrano in azienda etichettati pronti per essere immessi sul mercato. Quindi sono prodotti che non possono essere inclusi nello scopo di certificazione IFS Food.

Se l’azienda vuole inserirli all’interno di uno standard riconosciuto GFSI può aderire allo standard IFS Broker e l’assessment può essere eseguito in modo combinato alla certificazione IFS Food. Il certificato IFS Food riporterà chiaramente che l’azienda ha proprie attività di commercializzazione che sono o non sono certificate IFS Broker o da altri standard riconosciuti GFSI.

Outsourcing totale

Nella differenza tra outsourcing parziale e outsourcing totale sono in passato sorti molti dubbi. Ora la definizione che da IFS versione 7 sull’outsourcing è la seguente:

Outsourcing totale: un prodotto è completamente in outsourcing se è lavorato, confezionato ed etichettato a marchio proprio dell’azienda o marchio del cliente, da una azienda diversa da quella valutata.

Prendiamo l’esempio dell’azienda che affida ad un terzista la produzione di piselli in scatola, fornendo ovviamente le specifiche di produzione. Il terzista fornirà all’azienda un prodotto finito, etichettato con l’etichetta a brand dell’azienda richiedente, dove apparirà un numero di lotto di produzione. In questo caso il terzista conferisce un prodotto finito pronto alla vendita. Questo è un caso chiaro di outsourcing totale e quindi i prodotti non possono essere inclusi nello scopo di certificazione IFS Food.

Se l’azienda vuole inserirli all’interno di uno standard riconosciuto GFSI, può aderire allo standard IFS Broker che sarà eseguito in combinazione alla certificazione IFS Food. In ogni caso il certificato IFS Food riporterà esplicitamente che l’azienda ha proprie attività di commercializzazione che sono o non sono certificate IFS Broker o da altri standard riconosciuti GFSI.

Outsourcing parziale

Outsourcing parziale: un processo parzialmente in outsourcing è definito come una fase di produzione o parte di un processo di produzione (incluso l’imballaggio primario e l’etichettatura) che è svolto fuori dal sito produttivo da una parte terza per conto del sito produttivo oggetto di certificazione IFS Food. Ciò include anche i processi che sono dati parzialmente in outsourcing da affiliate dell’azienda appartenenti allo stesso gruppo aziendale. 

Facciamo sempre l’esempio dell’azienda che produce piselli in scatola: nel picco stagionale di produzione, decide di affidare parte della produzione ad un terzista. Il terzista invierà i piselli confezionati in barattoli in bianco privi di etichettatura trasportati in cartoni che riportano il lotto di produzione e il nome del prodotto. L’azienda riceverà i piselli confezionati e li etichetterà con la propria etichetta comprensiva di tutti i requisiti di legge apponendo il proprio numero di lotto finale.

Questo viene considerato un outsourcing parziale e può essere incluso nello scopo di certificazione IFS Food a patto che il terzista sia certificato secondo lo standard IFS Food o da altri standard di sicurezza alimentare riconosciuti da GFSI. In caso contrario l’azienda dovrà effettuare un assessment documentato presso il fornitore, che dovrà essere eseguito da una persona competente ed esperta. L’assessment dovrà coprire almeno i requisiti minimi di sicurezza alimentare, qualità e autenticità definiti dallo standard IFS Food.

Il certificato riporterà la seguente frase “Oltre alla produzione propria, l’azienda ha esternalizzato parte dei processi produttivi”.