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Cosa cambia per gli importatori biologici con il nuovo DM

Cosa cambia per gli importatori biologici con il nuovo DM

Ancora in attesa di essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, in data 24/02/2021 è stato firmato dall’Autorità competente (MiPAAF) il nuovo Decreto Ministeriale n° 91718 (qui PDF), recante disposizioni in materia di importazione di prodotti biologici dai Paesi terzi.

L’uscita di questo decreto ha suscitato non poca sorpresa agli “addetti ai lavori” in quanto alcuni punti sono stati notevolmente modificati rispetto alle bozze che erano circolate nei mesi scorsi, ma vediamo punto per punto cosa cambia per chi importa prodotti biologici da Paesi Terzi rispetto al precedente DM 8283 del 06/02/2018, ora abrogato.

Principali novità

Comunicazioni preventive di arrivo merce: gli importatori dovranno trasmettere le comunicazioni preventive di arrivo merce entro 7 giorni antecedenti l’arrivo di ogni partita al punto di ingresso doganale. Per cui rispetto al precedente DM si passa da un preavviso di 3 giorni a 7 giorni.

Le novità maggiori sono però introdotte dagli allegati I e II del Decreto. Nell’allegato I vengono definiti i criteri per la valutazione del rischio degli importatori biologici, che si basano su:

  • eventuali provvedimenti di Irregolarità e Infrazioni emessi negli ultimi cinque anni
  • numero di importazioni effettuate nell’anno precedente (≥ 5)
  • dimensione della singola partita importata nell’anno precedente (≥ 1 t)
  • importatore misto (importatore che non tratta esclusivamente prodotto biologico).

Questi fattori fanno ricadere l’importatore in una delle 3 classi di rischio (bassa, media e alta) con il conseguente aumento del numero delle visite ispettive (una, due o tre all’anno).

Campionamento obbligatorio

La novità che impatta maggiormente sull’attività degli importatori è sicuramente rappresentata dai contenuti dell’allegato II che definisce i criteri finalizzati al campionamento obbligatorio delle partite importate.

Oltre a ribadire il campionamento obbligatorio per tutte quelle partite importate da “Paesi a Rischio” indicate annualmente nelle linee guida della Commissione Europea, il DM obbliga l’Organismo di Controllo a campionare ed analizzare per la ricerca di residui di OGM e di prodotti e sostanze non ammesse nella produzione biologica tutte le partite di: Frutta trasformata: succhi/puree: Oleaginose: girasole, semi di lino, soia; Cereali: frumento, quinoa; Caffè e tutte le partite provenienti da: Argentina, Brasile, Ecuador, Egitto, India, Perù, Serbia, Tunisia, Turchia e tutte le partite  dove il Paese di esportazione della merce sia diverso dal Paese di origine.

E’ proprio nell’allegato II che si riscontra la maggiore differenza rispetto al contenuto che era circolato nelle bozze del DM prima della sua approvazione da parte dell’Autorità Competente. In tutte le precedenti versioni l’obbligo di campionamento era previsto unicamente nel caso di almeno due dei tre fattori di rischio (prodotto, Paese e origine della partita).

Con questa modifica sostanziale dell’ultimo minuto si prevede che alcuni importatori di prodotti specifici (es. il caffè) o da determinati Paesi (es. India) debbano essere sottoposti al il campionamento da parte dell’Organismo di Controllo di ogni singola importazione con un notevole aumento di tempi e costi.

Un commento e un auspicio

Ci auspichiamo che questa modifica apportata all’allegato II del DM sia solo un errore e che venga corretta prontamente prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in caso contrario, il DM 91718 dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione diventerà applicativo con tutti gli obblighi sopra descritti.