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Import prodotti bio: aggiornati gli allegati III e IV del REG. CE 1235/2008

Import prodotti bio: aggiornati gli allegati III e IV del REG. CE 1235/2008

Con la pubblicazione del Reg. UE n. 2196 del 17 dicembre 2020 (qui PDF G.U.U.E n. 434/L del 23/12/2020) sono state adottate le revisioni periodiche degli allegati III e IV del Reg. CE n. 1235/2008, ovvero l’aggiornamento dell’elenco degli Organismi di certificazione e delle Autorità di Controllo riconosciuti dalla Commissione per gli scopi dell’import equivalente ai sensi dell’art. 33, paragrafi 2 e 3 del Reg. CE n. 834/2007.

Novità

La revisione dei citati allegati avviene mediamente due volte l’anno ed è predisposta in base alle informazioni che la Commissione ha ricevuto dalle Autorità dai Paesi Terzi equivalenti (allegato III) e dalle Autorità di controllo e/o dagli Organismi di certificazione, ad esempio con le relazioni annuali di attività o con le domande che i medesimi presentano per ottenere l’inclusione in allegato IV o per ottenere estensioni di riconoscimenti già concessi (territoriali o di categoria).

Nello specifico di questa tornata di revisione, per quanto riguarda l’allegato III si segnala:

  • Australia: è stato iscritto in elenco un nuovo Organismo (Southern Cross Certified Australia);
  • Canada: a seguito dell’annullamento dell’accreditamento sono stati cancellati dall’elenco due Organismi (Global Organic Alliance e Oregon Tilth); sono inoltre stati aggiornati gli indirizzi internet di altri due Organismi;
  • Cile: la data di inclusione del Cile in elenco sarebbe scaduta il 31 dicembre 2020 ed è stata invece prolungata a tempo indeterminato come per tutti gli altri Paesi dell’allegato in virtù dell’accordo tra Unione Europea e Cile sul commercio dei prodotti biologici;
  • India: sono stati aggiornati i nomi e/o gli indirizzi internet di dodici Organismi; sono stati iscritti in elenco otto nuovi Organismi (Bhumaatha Organic Certification Bureau-BOCB; Karnataka State Organic Certification Agency; Reliable Organic Certification Organization; Sikkim State Organic Certification Agency-SSOCA; Global Certification Society; GreenCert Biosolutions Pvt. Ltd; Telangana State Organic Certification Authority e Bihar State Seed and Organic Certification Agency); inoltre a seguito di una sospensione e di una revoca del riconoscimento da parte dell’autorità indiana sono stati cancellati dall’elenco due Organismi (Vedic Organic Certification e Intertek India);
  • Giappone: sono stati aggiornati i nomi e/o gli indirizzi internet di sette Organismi; sono stati iscritti in elenco tre nuovi Organismi (Japan Agricultural Standard Certification Alliance, Japan Grain Inspection Association e Okayama Agriculture Development Institute); inoltre a seguito di revoca del riconoscimento da parte dell’autorità giapponese sono stati cancellati dall’elenco due Organismi (Association of Certified Organic Hokkaido e LIFE Co.); va segnalato infine che all’Organismo Japan Agricultural Standard Certification Alliance è stato attribuito lo stesso codice (JP-BIO-038) già utilizzato per altro Organismo autorizzato (Akatonbo, cfr. Reg. UE 25/2019), pertanto è da attendersi un provvedimento di rettifica;
  • Repubblica di Corea: sono stati iscritti in elenco due nuovi Organismi (Hankyoung Certification Center Ltd e Ctforum Ltd);
  • Stati Uniti: sono stati aggiornati il nome e/o l’indirizzi internet di dodici Organismi di certificazione.

In riferimento all’allegato IV si segnala:

  • in via preliminare, vista la data di scadenza (30 giugno 2021) del riconoscimento di tutti gli organismi di controllo elencati nell’allegato IV ed in base ai risultati della sorveglianza continua effettuata dalla Commissione, il riconoscimento degli organismi di controllo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021. Questo anche in attesa dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione delineata con il Reg. UE 2018/848, che prevede un periodo di transizione al termine del quale non sarà più percorribile la strada dell’import di prodotti cosiddetti equivalenti;
  • in seconda battuta, a fronte della decisione n. 1/2020 del Comitato di Cooperazione tra UE e San Marino, relativa alle disposizioni applicabili alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e al regime di importazione di prodotti biologici adottate nel quadro dell’accordo di cooperazione e di unione doganale tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Repubblica di San Marino, dall’altro. Stante quindi l’impegno della Repubblica di San Marino ad adottare le normative europee in merito di agricoltura biologica e ad effettuare, quindi, il riconoscimento diretto degli Organismi di certificazione, il riconoscimento precedentemente concesso a Bioagricert, CCPB, ICEA e Suolo e Salute dalla Commissione ad operare nella Repubblica di San Marino viene rimosso dall’allegato IV;
  • l’aggiornamento dell’indirizzo di due Organismi (BioGro New Zealand Limited con sede in Nuova Zelanda e Bureau Veritas France SAS con sede in Francia);
  • la rettifica del codice precedentemente attribuito ad un organismo per il Kosovo (Q-check);
  • l’estensione e/o riduzione di scopo territoriale o per categorie di prodotto di quindici Organismi, tra i quali anche CCPB Srl;
  • l’inserimento in elenco di tredici nuovi Organismi (Africert Limited con sede in Kenia; Biodynamic Association Certification con sede nel Regno Unito; Certificadora Biotropico con sede in Colombia; Ecogruppo Italia con sede in Italia; ETKO Ekolojik Tarim Kontrol Org Ltd-Sti con sede in Turchia; Kiwa Sativa con sede in Portogallo; Organic Farmers & Growers CLC con sede nel Regno Unito; Organic Farmers & Growers (Scotland) Ltd con sede nel Regno Unito; Organic Food Development and Certification Center of China – OFDC con sede in Cina; Organic Food Federation con sede nel Regno Unito; Quaity Welsh Food Certification Ltd con sede nel Regno Unito; Southern Cross Certified Australia Pty Ltd con sede in Australia e SRS Certification GmbH con sede in Germania);
  • la revoca di un organismo (Overseas Merchandising Inspection Co. Ltd con sede in Giappone).

Con riferimento ai nuovi organismi riconosciuti sopra elencati, sei di questi sono in realtà organismi precedentemente con sede nel Regno Unito ed ivi autorizzati dall’Autorità competente e che, a seguito del recesso del Regno Unito dall’Unione europea, hanno dovuto presentare domanda alla Commissione per essere riconosciuti a rilasciare certificati in equivalenza nel Regno Unito in quanto a tutti gli effetti Paese terzo a decorrere dalla data della fine del periodo di transizione a seguito della Brexit, ovvero dal 1 gennaio 2021. Per altri due organismi (ETKO & OFDC) si tratta in realtà del reinserimento in allegato IV, essendo stati i medesimi precedentemente revocati dalla Commissione, rispettivamente nel 2015 e nel 2014, e avendo successivamente percorso di nuovo l’iter di riconoscimento.

Con questa revisione dell’allegato IV del Reg. UE 1235/2008, complessivamente sono 71 gli Organismi direttamente riconosciuti dalla Commissione per gli scopi dell’import equivalente e di questi 5 sono quelli italiani. Da evidenziare che con l’avvento della nuova regolamentazione comunitaria, delineata a partire dal Reg. UE 2018/848 e che sarà completata nel corso del 2021 per diventare effettiva a partire dal 1 gennaio 2022, tutti questi organismi avranno un periodo transitorio di tre anni nel corso del quale dovranno – se lo vorranno – percorrere e completare un nuovo iter di riconoscimento per gli scopi dell’import di prodotti conformi secondo quanto stabilito dalla nuova regolamentazione.

Riconoscimenti di CCPB

Per quanto riguarda i riconoscimenti di CCPB, in forza delle modifiche apportate a seguito dell’entrata in vigore della decisione n. 1/2020 del Comitato di Cooperazione tra UE e San Marino, la situazione complessiva dei riconoscimenti si presenta come riportato nella tabella sottostante:

I testi dei regolamenti citati sono disponibili sul sito web di CCPB, www.ccpb.it, nelle pagine relative alla legislazione comunitaria.