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Controlli rinforzati per la Turchia

Controlli rinforzati per la Turchia

La Commissione Europea ha ufficializzato quanto era nell’aria da diversi mesi, ossia l’inclusione della Turchia nei Paesi soggetti a controlli rinforzati all’ingresso nell’UE.

Come funzionano i controlli rinforzati

Con una comunicazione del 23 dicembre 2020, la Commissione ha informato gli organismi di certificazione che nella riunione del 2 dicembre 2020 del COP (Committe on Organic Production), si è stabilito che per il 2021 vengono mantenuti in essere i controlli addizionali sui prodotti biologici provenienti da Ucraina, Kazakistan, Moldavia, Russia e Cina, e che essi dovranno essere applicati anche a quelli prevenienti dalla Turchia a partire dal 1 marzo 2021.

La natura dei controlli è quella consueta: per ogni partita in partenza (per partita si intende merce scortata da un singolo COI) l’OdC dovrà provvedere ad un campionamento e conseguente analisi multiresiduale presso laboratorio accreditato ed emettere il relativo COI solo in seguito a rapporto di prova negativo per tutti i pesticidi. Tali rapporti di prova dovranno essere allegati al COI e l’OdC dovrà poter fornire in qualsiasi momento tracciabilità completa della merce ai fini dei controlli in fase di sdoganamento e/o sblocco della merce per l’importatore.

Le merci che saranno soggette a controlli rinforzati sono le seguenti:

  •  Cereali (codice doganale 10)
  • Prodotti della macinazione ; malto ; amidi e fecole ; inulina ; glutine di frumento (codice doganale 11 ad eccezione di 1105, 1106, 1107, 1108, 1109)
  • Semi e frutti oleosi ; semi, sementi e frutti diversi ; piante industriali o medicinali ; paglie e foraggi (codice doganale 12 ad eccezione di 1211, 1212, 1213, 1214)
  • Residui e cascami delle industrie alimentari; alimenti preparati per gli animali (codice doganale 23 ad eccezione di 2307).

Cosa devono fare le aziende

Tutti gli operatori che producono, preparano, commercializzano ed esportano tali categorie saranno poi soggetti a controlli stringenti da parte del proprio OdC, ossia almeno due ispezioni on site all’anno di cui una non annunciata e almeno un campionamento di prodotto all’anno, oltre a quelli sopra richiesti per l’emissione dei COI.

In questa sede è anche opportuno ricordare quali sono gli adempimenti previsti in ingresso per le merci provenienti da Paesi terzi considerati a rischio, ossia il controllo documentale dell’Autorità Competente presso il punto di ingresso, comprensivo di COI, documenti di trasporto e tracciabilità, oltre ad effettuare anche un campionamento di prodotto, al fine dell’immissione in libera pratica.