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E poi … il biologico?

E poi … il biologico?

È una delle domande più diffuse quando si intesse un dialogo fra bambini o con i bambini, ma è anche la domanda che da sempre caratterizza il nostro essere e la nostra ansia sul futuro; cosa accadrà domani o in un futuro più prossimo o più remoto. Mai come oggi questa domanda è esistenziale ma anche essenziale per progettare il presente e viverlo come anticipo di un futuro in un periodo in cui l’incertezza sanitaria sembra mettere in dubbio i nostri modi e stili di vita.

Il futuro

È sicuramente anche l’occasione unica per riprogettare il nostro essere collettivo pensando ai grandi temi dello sviluppo e dell’ambiente, di una crescita equilibrata che contenga al minimo le perturbazioni su un equilibrio planetario sempre più delicato e sempre meno resiliente. Un’occasione che dobbiamo progettare “noi” ed intendendo con questo ognuno di noi, facendo partire dal basso le scelte e le richieste affinché non siano solo gli esperti o le task force a decidere per noi ma il futuro sia una costruzione che tenga conto delle esigenze dell’individuo e possa soddisfare le sue esigenze in equilibrio con ogni altro individuo.

Progetto E Poi …

Per questo abbiamo deciso di sostenere un progetto di ricerca originale che si realizza mediante un esercizio collettivo e partecipato di immaginazione del futuro (crowd foresight) e di scrittura (crode writing) in cui ognuno può liberamente partecipare accedendo al sito internet. Il progetto è curato dal lato scientifico dal Prof. Andrea Segrè dell’Università di Bologna e dalla Prof.ssa Ilaria Pertot dell’Università di Trento.

Il progetto è un progetto di ricerca estremamente interessante che utilizza lo strumento partecipativo dal basso e che ha come obiettivo generale la promozione della cultura della sostenibilità ambientale, sociale ed economica in sintonia con gli obiettivi posti nell’agenda ONU del 2030. Il progetto si concluderà con la presentazione della ricerca in occasione della prossima giornata mondiale dell’alimentazione del 2021.

Biologico è futuro

Il biologico entra a pieno titolo nella progettazione del futuro della sostenibilità e dell’alimentazione, non solo perché vi entra nell’ambito delle politiche dell’UE (Farm To Fork, Biodiversity, Next Generation EU) ma soprattutto perché da oltre un trentennio vi è una domanda che promana dalla base, dai consumatori ed oggi dai cittadini in materia di sostenibilità, salubrità, equilibrio ambientale, qualità dei cibi e dell’ambiente, diritto ad un’alimentazione sicura.

Ma quale biologico caratterizzerà il nostro futuro, quello che uscirà, almeno in ambito UE, dal nuovo Reg UE 848/2018? Un biologico che non tratta i temi della responsabilità sociale, che non si pone obiettivi in materia di impronta carbonica, idrica, ecologica? Un biologico che dovrebbe avere alla base il miglioramento della biodiversità ma che nulla dice su come promuoverla? Un biologico tutto “codicilli e commi” ma che rischia di smarrire l’anima e gli obiettivi di base? Un biologico tutto “controlli ufficiali” e poca o nulla corresponsabilità dei vari attori che vi intervengono, in primis operatori ed organismi di certificazione?

Le sfide del biologico

Il biologico ha sempre precorso i temi dell’ambiente, della sostenibilità, della biodiversità, della certificazione quale strumento di garanzia partecipata e li ha favoriti tramite un percorso produttivo ed economico che ne ha garantito la realizzazione e lo sviluppo. Oggi il biologico rischia di diluire la sua originalità e conseguente visibilità nella miriade di modelli produttivi che si ispirano agli obiettivi di sviluppo sostenibile posti in ambito internazionale dall’ONU e “cristallizzati” anche nelle recenti scelte politiche dell’UE.

Il biologico non può restare indietro su questi temi e per questo si deve interrogare sul futuro avendo consapevolezza che molti problemi del passato non sono mai stati risolti ed ancora oggi pesano sull’efficienza economica del processo, in particolare quello agricolo. Occorre interrogarsi sul futuro del biologico e sul biologico del futuro, ma su questo torneremo nei prossimi appuntamenti.

A proposito di futuro porgo gli Auguri più sinceri di Natale e per un 2021 che (in questo caso non dovrebbe essere difficile) sia migliore del 2020.