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Il bio come motore di progresso e sostenibilità

Il bio come motore di progresso e sostenibilità

Con una popolazione mondiale che, secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, raggiungerà nel 2050 i 9,7 miliardi, per arrivare, entro la fine del secolo, a quasi 11 miliardi di persone, le sfide future della produzione e del consumo alimentare sono evidenti ed impellenti.

La priorità non è solo quella di produrre sufficienti quantità di cibo, ma anche di produrlo riducendo le emissioni di gas serra ed inquinanti, proteggendo nel contempo le risorse naturali come acqua suolo, aria, acqua e biodiversità. Seppur a livello mondiale la produzione biologica coinvolge ancora una percentuale di superficie molto bassa (intorno all’1%), emerge chiaro il suo contributo non solo per il settore, ma anche a beneficio dell’intera agricoltura.

Cosa può fare il biologico per l'agricoltura

L'agricoltura biologica si basa infatti su una concezione olistica del sistema di produzione che, oltre a escludere o limitare fortemente l’utilizzo di input esterni all'azienda, mira a migliorare la salute e l’equilibrio dell'agroecosistema, ponendo un’elevata attenzione al rispetto dei cicli biologici, della biodiversità e della fertilità biologica del suolo. Inoltre non cerca di forzale la coltivazione in condizioni inadatte alla coltura, ma sceglie colture, varietà e modalità produttive adattate all’ambiente locale o regionale in cui si opera.

L’esclusione di sostanze, fertilizzanti e prodotti fitosanitari di sintesi chimica e organismi geneticamente modificati impone quindi l’utilizzo di metodi agronomici, biologici e meccanici per contrastare le avversità. Queste che, potrebbero apparire come delle limitazioni o un ritorno al passato, sono invece il motore dell’innovazione per il futuro, di cui non solo la produzione biologica beneficia, ma che possono funzionare da traino per l’intera agricoltura.

La spinta a trovare soluzioni biologiche per ripristinare i disequilibri della pratica agricola, biologica o convenzionale che sia, non esaurisce infatti il suo effetto nella produzione biologica, ma trova sempre più applicazione nell’intera agricoltura. Pensiamo ad esempio ai pionieristici rilasci di insetti antagonisti di insetti parassiti o all’impiego di varietà naturalmente resistenti alle malattie, che oggi vedono un largo impiego anche nella produzione convenzionale.

Bio è innovazione

Il guardare ai meccanismi naturali come fonte di tecnologie a basso impatto per ridurre gli agenti dannosi, che è proprio del metodo biologico, sarà dunque di grande beneficio per l’intera agricoltura. La sostituzione delle molecole di sintesi chimica con principi attivi  di origine naturale o microbiologica, che sembrava destinato ad una nicchia di agricoltori è guardato con estremo interesse dalla globalità della produzione che ne ha capito la portata in termini di riduzione della contaminazione dell’ambiente e degli alimenti, ma soprattutto come strumento per la protezione delle colture nella prospettiva di una progressiva contrazione della disponibilità di pesticidi di sintesi e aumento dei fenomeni di resistenza ai patogeni.

L’utilizzo di metodi fisici e biologici che riducono le popolazioni di insetti dannosi interferendo con le modalità di accoppiamento (come la confusione sessuale ottenuta con feromoni o vibrazioni) o l’impiego di patogeni degli insetti (come i virus e i funghi entomopatogeni) che sembrava destinato ad una nicchia di visionari, rappresenterà probabilmente il futuro per tutta l’agricoltura.

La portata innovativa della produzione biologica è stata e sarà soprattutto nel futuro, estremamente rilevante in termini di progresso e di individuazione di soluzioni a basso impatto. L’agricoltura biologica non è quindi un ritorno al passato o un affidamento al potere risolutorio della natura, come alcuni erroneamente propongono, ma un settore che guarda alla conoscenza e al progresso, con il chiaro l’obbiettivo della sostenibilità nel lungo periodo dell’intero sistema.

Il progetto E poi

L’agricoltura biologica è dunque un po’ come immaginare il futuro che vorremmo per poi agire in modo da andare nelle giusta direzione. Che è quello che si propone anche il più grande esercizio di crowd foresight and writing sul futuro. Vuoi disegnare anche tu il tuo futuro? Tutte le informazioni per partecipare su www.epoi.eu, progetto realizzato con il contributo di CCPB.

Nelle foto sotto alcuni esempi di protezione della biodiversità in frutteto biologico