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Brexit: nulla cambia per chi esporta bio nel Regno Unito

Brexit: nulla cambia per chi esporta bio nel Regno Unito

La novità importante sulla Brexit è che il settore biologico al momento continua come prima, anche dopo l’uscita effettiva del Regno Unito dall’Unione Europea.

Lo scorso ottobre il governo britannico ha infatti deciso che in mancanza di una legislazione nazionale britannica sul bio, verrà garantita l’equivalenza. Questa misura temporanea darà certezza al settore biologico e pone le basi per negoziare con l'UE un accordo durevole e di lungo termine sull'equivalenza dei prodotti biologici, che sarebbe molto importante per gli operatori di ambo le parti.

Gli scenari e le tempistiche

Riepilogando gli scenari e le tempistiche, su cui abbiamo avuto chiarimenti anche da dall’EOCC (European Organic Certifier Council, l’associazione degli OdC europei di cui CCPB è parte.

  • OGGI novembre 2020: nessun cambiamento, il Regno Unito è ancora considerato Stato Membro della UE
  • DOPO il 31.12.2020 le importazioni dal Regno Unito verranno considerate importazioni da Paesi Terzi: tuttavia i negoziati in corso potrebbero ancora cambiare questo scenario
  • DOPO il 31.12.2020 le esportazioni verso il Regno Unito sono accettate: i prodotti certificati ai sensi del Regolamento (CE) 834/2007 sono considerati come equivalenti e quindi biologici almeno fino al 31/12/2021. Ciò significa anche che fino a dicembre 2021 CCPB non deve richiedere alcun riconoscimento da parte dell’Autorità Competente britannica, e può continuare a certificare prodotti bio per l’export verso il Regno Unito.

Per gli organismi di certificazione con sede nel Regno Unito, la strada appare un po’ più in salita. L’EOCC ha ricevuto dalla Commissione Europea l’informazione che 6 di loro hanno presentato domanda di riconoscimento per essere elencati nell'allegato IV del Regolamento (CE) 1235/2008. La Commissione Europea valuterà le loro domande e prevede di pubblicare l'elenco entro la fine dell'anno.