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La COM UE interviene sui controlli bio ai tempi del covid-19

La COM UE interviene sui controlli bio ai tempi del covid-19

La pandemia da COVID-19 ha avuto notevoli conseguenze sulle attività del genere umano, tra queste anche l’attività di controllo e certificazione che, ad esempio per quanto riguarda il settore della produzione biologica, deve rispettare rigidi requisiti dettati dalla regolamentazione europea di settore (Regg. UE n. 834/2007, 889/2008 e 1235/2008).

Come funziona il sistema di controllo

Come noto, gli operatori biologici sono sottoposti ad almeno una ispezione fisica (in situ) l’anno, cui vanno ad aggiungersi ispezioni supplementari (sempre in situ) su almeno il 10% degli operatori assoggettati al sistema di controllo individuati in base ad una valutazione della loro rischiosità di commettere irregolarità e/o infrazioni. Sul totale delle ispezioni (annuali più supplementari), il 10% deve inoltre essere di tipo non annunciato.

Questi numeri danno già un’idea della mole di controlli che vengono normalmente gestiti dagli OdC (Organismi di Certificazione), di solito attraverso una pianificazione annuale che tiene conto anche di altri parametri, quali le tipologie dei processi produttivi e dei cicli colturali; a questi controlli si aggiunge anche un numero minimo di campionamenti da eseguirsi sempre da parte degli OdC, pari al 5% degli operatori assoggettati. 

I controlli durante il COVID-19

Valutando la situazione delle ispezioni a livello nazionale ai tempi del COVID-19, anche a seguito dell’emanazione di alcuni provvedimenti del nostro Ministero che hanno consentito l’esecuzione – seppur in modo parziale – di audit in remoto (vedi newsletter di aprile), AssoCertBio, l’associazione italiana degli OdC del biologico che complessivamente controllano oltre il 95% degli operatori italiani, ha recentemente reso disponibili i dati in forma aggregata di una indagine interna sullo stato di avanzamento dei piani di controllo

Dal report risulta che nel periodo 1 gennaio – 31 maggio, su circa 36.000 ispezioni programmate ne sono state eseguite poco più di 20.000, con una percentuale di completamento che si attesa sul 56% (negli anni precedenti si arrivava a superare il 95% nello stesso periodo) ed una proiezione sul dato delle ispezioni totali su base annua (circa 99.000 previsto per l’anno 2020), che per i primi cinque mesi dell’anno indica una percentuale di completamento di poco superiore al 20% (di conseguenza nei rimanenti sette mesi sarebbe da recuperare l’80% delle ispezioni programmate).

In altri termini ed in estrema sintesi, nel periodo del lock-down, nonostante le riorganizzazioni del lavoro da casa e gli audit documentali, non è stato possibile rispettare la pianificazione inziale e se adesso si sta tornando ad una situazione quasi normale, lo sforzo per recuperare sarà sicuramente impegnativo, anche in assenza di “colpi di coda” autunnali della pandemia.

I requisiti dei controlli

Oltre ai requisiti numerici per l’attività ispettiva e di campionamento indicati nella regolamentazione di cui sopra, sono previsti requisiti anche per l’attività di controllo degli OdC da parte delle Autorità competenti degli Stati membri, nonché requisiti di tempo massimo per le risposte in caso di investigazioni necessarie a seguito segnalazioni di presunte irregolarità e/o infrazioni (oggi max 30 giorni di calendario) e requisiti per controlli rinforzati, ad es. su importazioni da particolari Paesi terzi, indicati come a rischio da parte della Commissione UE (Ucraina, Kazakhstan, Moldova, Federazione Russa e Cina). Completa la casistica di attività che sono state afflitte dalla pandemia anche la necessità di dover presentare in dogana le copie cartacee, firmate in originale da parte dell’OdC emittente, dei certificati di ispezione per l’importazione.

In particolare sugli ultimi aspetti, con l’intento di dare risposte celeri in un momento che si delineava via via sempre più complicato, e senza aspettare quindi i lungi tempi necessari per l’emanazione di uno specifico regolamento, la Commissione è intervenuta per le via brevi con alcune indicazioni, che si sintetizzano di seguito. 

Le comunicazioni della Commissione UE

Il 30 marzo 2020 con una prima comunicazione indirizzata agli Stati membri (qui PDF), la Commissione anticipava che sarebbe a breve partito il lavoro di ricerca delle basi giuridiche sulla base del quale stabilire poi – attraverso la pubblicazione di specifici regolamenti - deroghe ai requisiti della regolamentazione in essere, anche sulla base delle proposte all’epoca già effettuate da alcuni Stati membri, in particolare:

per quanto riguarda il controllo effettuato dagli organismi di controllo sia nell'UE che nei paesi terzi:

  • tutte le visite in loco previste durante questo periodo saranno posticipate dopo fine dell'emergenza sanitaria;
  • i certificati per il biologico possono essere rilasciati con una verifica della conformità effettuata sulla base di controlli documentali e di analisi dei rischi. Le visite in loco saranno effettuate al termine dell'emergenza sanitaria;
  • gli OdC devono attuare una procedura speciale per la verifica degli operatori durante l'emergenza sanitaria, tenendo conto delle indicazioni specifiche dell'organismo di accreditamento;

per quanto riguarda il certificato di ispezione(COI)

gli organismi di controllo convalidano la casella 18 prima che la spedizione lasci i paesi terzi in TRACES. In assenza della copia cartacea firmata, agli Stati membri verrà chiesto di effettuare l’approvazione convalidando il COI in TRACES. La copia cartacea verrà inviata non appena possibile;

per quanto riguarda l'attuazione degli orientamenti per controlli supplementari (Cina, Russia, Kazakhstan, Moldavia e Ucraina)

obbligo per gli OdC di effettuare visite supplementari e controlli fisici sistematici e campionamento di tutte le spedizioni interessate dalle Linee Guida e i controlli supplementari sono mantenuti solo se fattibili, tenendo conto della situazione di crisi in ciascun paese terzo. Lo stesso viene proposto per il controllo fisico e per il campionamento sistematici che devono essere effettuati dalle autorità degli Stati membri;

per quanto riguarda la notifica OFIS

il termine di 30 giorni potrebbe essere prorogato per situazioni particolari.

Sempre il 30 marzo 2020, la Commissione inviava una specifica comunicazione a tutti gli OdC, recante indicazioni per il completamento e la validazione su TRACES dei certificati di ispezione, senza la necessità di procedere alla stampa, firma e spedizione dell’originale del certificato cartaceo, stante le difficoltà connesse alle limitazioni agli spostamenti anche dei vettori aerei e dei corrieri. Analoga indicazione veniva data alle Autorità doganali degli Stati membri, di procedere al completamento e validazione direttamente su TRACES per quanto di loro competenza, senza quindi l’utilizzo degli originali cartacei. Tale misura temporanea sarebbe stata in vigore fino al 31 maggio, salvo successive proroghe. 

Rischio sanitario

Da segnalare che è parimenti datato 30 marzo il Reg 2020/466 (qui PDF), “relativo a misure temporanee volte a contenere rischi sanitari diffusi per l’uomo, per gli animali e per le piante e per il benessere degli animali in occasione di determinate gravi disfunzioni dei sistemi di controllo degli Stati membri dovute alla malattia da coronavirus (COVID-19)”, con il quale la Commissione introduce nell’ambito dei controlli ufficiali una serie di deroghe temporanee, tra le altre atte a consentire alcune attività di verifica in remoto, con gli ‘strumenti di comunicazione a distanza disponibili’.

Paesi a rischio

Successivamente, con una comunicazione via e-mail dell’8 aprile, sempre la Commissione interveniva sui controlli rinforzati previsti per alcuni Paesi a rischio, indicando: “… in accordo con le autorità competenti degli Stati membri e al fine di prevenire interruzioni degli scambi, abbiamo deciso di sospendere parzialmente l'applicazione delle misure descritte (NDR. per Ucraina, Kazakhstan, Moldova, Federazione Russa e Cina) nelle lettere summenzionate.

Poiché le ispezioni fisiche e il campionamento sono di particolare difficoltà in alcuni paesi, ispezioni fisiche e campionamenti sistematici non dovranno essere effettuati quando ciò non è possibile a causa delle restrizioni. Vorremmo sottolineare che i controlli documentali sistematici sono ancora in atto, inclusa la tracciabilità ecc…. “. Anche tale misura temporanea sarebbe stata in vigore fino al 31 maggio, successivamente prorogata con mail del 3 giugno al 30 giugno.

Nella stessa mail del 3 giugno ed in riferimento al certificato di ispezione la Commissione anticipava che le misure indicate avrebbero avuto un'applicazione retroattiva ed un termine prorogato al 30 settembre 2020, e che erano già incluse in una proposta della Commissione per un "Regolamento di esecuzione della Commissione sui controlli eccezionali sulla produzione di prodotti biologici a causa della pandemia di COVID-19". 

Un regolamento sul COVID-19

Già nel mese di marzo la Commissione iniziò infatti un giro di consultazioni, sia con gli Stati membri che con le parti interessate, per arrivare quanto prima ad un regolamento che ponesse chiarezza su quali potessero essere le deroghe concesse ai requisiti di controllo e agli altri requisiti descritti in apertura. Grande è stato il confronto che si è sviluppato, in particolare in ambito EOCC (European Organic Certifier Council), organizzazione che ha stimolato e supportato la Commissione al fine di arrivare quanto prima ad un regolamento specifico per il settore biologico, facendo proprie le esperienze ed i dati desumibili dal lavoro eseguito dai singoli OdC associati ai tempi del COVID-19.

Al termine del giro di consultazioni, il 19 giugno è stato finalmente sottoposto a votazione ed approvato all’unanimità il Reg. UE n. 977 del 7 luglio 2020 (G.U.U.E n. 217/L del 08.07.2020) che va a sancire le deroghe ai requisiti sopra menzionati.

Con questo regolamento, sulla base delle restrizioni agli spostamenti messe in atto sia dagli Stati membri che dai Paesi terzi, sono riconfermate alcune misure che la Commissione aveva già anticipato con gli scambi e le comunicazioni più sopra riassunte, tenendo in considerazione le misure temporanee introdotte a salvaguardia della salute umana, animale e delle piante, nonché del benessere animale, a carico dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali di controllo introdotte con il Reg. UE n. 2020/466 (successivamente prorogate al 1 agosto con il Reg. UE n. 2020/714). Di seguito una sintesi delle deroghe di cui trattasi in confronto ai requisiti originali:

 

Il regolamento è entrato in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione e si applica retroattivamente dal 1 marzo (1 gennaio per le attività di controllo condotte in Cina) al 30 settembre 2020; tuttavia la possibilità di effettuare controlli documentali su aziende a basso rischio (art.1.1) è estesa fino al 31 dicembre ove permangano restrizioni agli spostamenti, mentre è specificato che le riduzioni del numero di campionamenti, di ispezioni aggiuntive e di ispezioni non annunciate sono da applicarsi all’intero anno 2020.

Un commento finale

Di primo acchito si può affermare come sul piano pratico siano state accolte tutte le istanze presentate dal settore, eccetto una, la più importante, e cioè quella sui requisiti minimi in termini numerici dei piani di controllo: prendendo ad es. i dati forniti da AssoCertBio, sarà molto difficile, se non impossibile, che lo “sconto” concesso dalla Commissione (3% in meno di campionamenti; 5% in meno di controlli aggiuntivi e 5% in meno di verifiche non annunciate) possa essere sufficiente per far fronte al numero delle ispezioni ancora da svolgere così come emerge dai dati registrati al 31 maggio, anche in una situazione di progressivo miglioramento della pandemia, come sembra delinearsi.

Avrebbe avuto sicuramente più senso limitarsi all’obbligatorietà della sola ispezione minima annuale (peraltro sufficiente su base documentale per gli operatori a basso rischio, come indicato nel regolamento in esame), lasciando ai singoli OdC la valutazione sull’utilizzo delle risorse disponibili per l’esecuzione delle ispezioni aggiuntive (per non parlare di quelle non annunciate, realisticamente irrealizzabili in occasione delle limitazioni agli spostamenti).

L’ulteriore invito per futuri eventuali provvedimenti, è quello di allargare sempre il punto di vista, in quanto l’orizzonte operativo degli OdC non è solamente quello dei limiti territoriali del proprio Paese: spesso gli Ispettori di un OdC sono incaricati di svolgere ispezioni in altri Paesi, diversi da quello di residenza, evento assolutamente impraticabile in questa prima metà del 2020 senza dover sottostare ai prescritti periodi di quarantena (sia all’andata che al rientro).

I testi dei regolamenti citati sono disponibili sul sito web di CCPB, www.ccpb.it, nelle pagine relative alla legislazione comunitaria.