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Il Bio non si è fermato … il nostro lavoro neppure

Pubblicato il: 08/05/2020

Autore: Fabrizio Piva - Amministratore Delegato CCPB

Il Bio non si è fermato … il nostro lavoro neppure

Il periodo di emergenza dovuto alla pandemia da COVID 19 non è terminato: nel momento in cui scriviamo sono state allentate alcune misure di confinamento nella speranza che ciò non vanifichi il lavoro fatto in questi ultimi due mesi e che a partire da metà maggio si possa guardare al futuro con ancora maggiore ottimismo.

I consumi alimentari: cosa cresce, cosa si è fermato

In questo periodo l’agroalimentare, e con esso il biologico, non si è fermato ed ha consentito la disponibilità di alimenti in un periodo certo non facile per nessuno. La distribuzione organizzata e parzialmente l’export hanno fatto registrare tassi di crescita dei consumi superiori al 20% e questo testimonia che in assenza di cene fuori casa e di ristorazione il consumatore ha cercato di acquistare maggiormente prodotti di qualità e, fra questi, il biologico.

Non possiamo però dimenticare le ombre, ovvero che il settore ho.re.ca è fermo, parte dell’export soffre per i trasporti, i mercati locali sono fermi e ci si augura che le difficoltà economiche possano essere superate con un’intelligente disponibilità di risorse finanziarie da dedicare alle imprese che così possono garantire maggiore sicurezza a lavoratori e cittadini.

I consumi di bio comunque crescono

Il biologico, infatti non si è fermato perché, secondo fonte ICQRF (qui il Report completo), dal 01 febbraio al 30 aprile sono entrate nel settore 998 nuovi operatori e questo dato è in linea tendenziale con l’incremento verificatosi, ad esempio, dal 2017 al 2018 ove per un’intera annualità erano entrati un po’ più di 3.000 operatori. Il biologico continua ad attrarre, nonostante le difficoltà.

E i controlli non si fermano

Sul piano delle garanzie abbiamo proseguito la nostra attività di controllo e certificazione fornendo, sia per il biologico che per gli altri settori certificativi, il servizio nel rispetto delle decisioni assunte nel frattempo dalle Autorità di governo. Durante il periodo più critico abbiamo eseguito controlli documentali, ove non era possibile garantire le verifiche in loco, e da circa una decina di giorni abbiamo ripreso con maggiore frequenza le verifiche “in loco” tenendo presente l’approccio basato sul rischio e dedicando maggiore attenzione agli operatori che secondo l’RT 16 di Accredia sono collocati nelle fasce di rischio più elevato.

Non possiamo infatti dimenticare che l’integrità del settore è importante e lo è ancora di più in un periodo in cui il consumatore vi si affida con maggiore frequenza.

Controlli: possibili scenari futuri

Oggi, infatti la nostra principale preoccupazione è quella di recuperare quanto più possibile il tempo “perduto” ed eseguire il maggior n° di verifiche possibili, nella speranza che il comportamento responsabile di tutti consenta di aprire gradualmente il maggior numero di attività e di rendere altrettanto possibili gli spostamenti.

Qualora le condizioni non dovessero poter consentire di completare il piano di controllo è necessario che le Autorità (a proposito è in preparazione un regolamento UE che sembra dare questa possibilità) tengano conto di questa situazione emergenziale e deroghi rispetto al numero totale di verifiche da eseguire pur nel rispetto delle necessarie verifiche in base al rischio calcolato operatore per operatore.

Allo stato attuale possiamo affermare che vi è stato un grande senso di responsabilità da parte di tutti e che lo si debba mantenere ancora per molto tempo perché le attività di recupero operativo ed economico saranno ancora lunghe.