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Certificazione e Coronavirus: tempi e metodi

Certificazione e Coronavirus: tempi e metodi

Il recente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 9 marzo allarga la “zona rossa” a tutta Italia. Ciò implica il rispetto delle misure in esso contenute al fine di ridurre il tasso delle persone contagiate e la pressione sulle strutture sanitarie per guarire il maggior numero di persone possibile. Fra queste misure l’impossibilità di entrare/uscire dalla zona rossa e la riduzione degli spostamenti e dei contatti che possono favorire il contagio.

Linee guida del MiPAAF

Da ciò ne deriva in molti casi l’impossibilità di poter eseguire le verifiche ispettive/audit per i vari schemi di certificazione e di rispettare i tempi previsti nei vari standard e nella normativa nazionale che disciplina l’attività di controllo per il metodo di produzione biologico (Reg CE 834/2007). A talo scopo lo scorso 6 marzo il MiPAAF (ICQRF) ha emanato una nota destinata (qui PDF) a tutti gli organismi di certificazione del settore delle produzioni biologiche e delle indicazioni geografiche valevole, sia per le zone rosse che per tutto il territorio nazionale nel caso in cui non sia possibile eseguire l’attività di audit.

ICQRF stabilisce che gli organismi devono avere una procedura per la valutazione e la gestione dei casi emergenziali secondo quanto stabilito dalla Linea Guida IAF ID3:2011 (qui PDF) che, seppur predisposta per i sistemi di gestione, è in tal caso valevole anche per altri schemi di certificazione. Sia nel caso di verifiche iniziali che di sorveglianza l’organismo di certificazione può rinviare tali verifiche raccogliendo nel contempo sufficienti evidenze circa la conformità del comportamento dell’operatore, anche tramite autodichiarazioni dell’operatore stesso, fermo restando l’obbligo di rinviare la verifica ispettiva successivamente quando sarà possibile. Obbligo dell’organismo di certificazione consiste nell’informare le Autorità competenti ed Accredia circa l’elenco di tutte le aziende interessate da tale sistema di deroga temporanea.

Bio: posticipare le verifiche, come e quando

CCPB è in possesso fin dal 2015 di tale procedura che, in linea con la linea guida IAF, prevede la possibilità di posticipare, per la prima verifica di sorveglianza, fino a 18 mesi (12+6) dalla data di prima certificazione; mentre per le sorveglianze successive di poter posticipare la verifica fino ad un massimo di 6 mesi rispetto alla data proposta e in caso di ricertificazione di poter posticipare la data di ri-emissione del certificato per un massimo di 6 mesi rispetto alla data di scadenza del precedente certificato. Tutto ciò è possibile solo se fra operatore ed organismo di certificazione si instaura un proficuo scambio di informazioni e dati tali da far comprendere all’organismo che l’operatore è in grado di mantenere il processo produttivo in linea con i requisiti previsti dallo standard o dalla norma di certificazione.

Schemi volontari

Per quanto attiene altri schemi volontari quali quelli del tessile biologico (GTS e TE), Globalgap e della cosmesi occorre anche fare riferimento ai requisiti posti dai proprietari di questi standard.

Vista la delicatezza del momento, e nella speranza che le misure restrittive intraprese possano far intravvedere una riduzione del tasso di contagio, i nostri uffici rimangono a disposizione per qualsiasi chiarimento necessario.