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Valorizzare la biodiversità agricola con Biodiversity Alliance

Valorizzare la biodiversità agricola con Biodiversity Alliance

La sostenibilità è una prerogativa essenziale per favorire e mantenere la produttività di un ecosistema, tutti i tipi di processi produttivi oggigiorno sono rivolti all’ottenimento di produzioni di qualità e che siano il meno impattanti e gravose in termini ambientali.

Agricoltura e sostenibilità

I processi di produzione possono essere definiti sostenibili quando impattano il meno possibile sull’ambiente e consentono alle generazioni future a loro volta di poter perpetuare i propri cicli produttivi, ovvero quando le risorse utilizzate per attuare tali processi si trasformano in “output” e i rifiuti si possono riciclare e vengono riutilizzati in cicli successivi, garantendo così equilibrio e resilienza dell’ecosistema.

Anche l’agricoltura e la produzione agroalimentare in genere stanno muovendosi in questa direzione attraverso pratiche di sostegno delle risorse naturali sempre più limitate e lotta al cambiamento climatico. Su questo fronte la biodiversità ecologica è tanto trascurata, quanto fondamentale: diverse sono le leggi e normative a tutela della Biodiversità sia livello nazionale che comunitario che regolano la tematica al fine di mantenere e incrementare la biodiversità degli agroecosistemi.

Biodiversity Alliance

Per chi come CCPB si occupa di biologico da 30 anni, non si poteva evitare di offrire al mercato uno standard in grado di misurare la biodiversità dei processi produttivi fondati sugli agroecosistemi. Per questo è stato attivato lo standard “Biodiversity Alliance”, un sistema di valutazione della biodiversità che prende in considerazione 12 indicatori la cui misura è di tipo quantitativo e di tipo qualitativo la cui valutazione consente di ottenere la certificazione.

Come funziona

L’applicazione dello standard prevede il prelievo e l’analisi di una delle risorse fondamentali per qualsiasi tipo di produzione agroalimentare come il suolo. Si effettua la valutazione quantitativa dell’indice QBS-ar (Parisi V. 2001), basato su sul concetto di forma biologica. Con questo termine si indica il grado di adattamento anatomico di un organismo alla vita nel suolo che consente la misura e l’analisi di tutti i gruppi di microartropodi presenti nel suolo (insetti, aracnidi, miriapodi, crostacei) e del modo in cui questa attività è influenzato e/o favorita dal metodo di produzione e gestione del suolo

Gli altri parametri valutati sono: il tipo di agricoltura (biologico, integrato etc.), la gestione del suolo in termini di fertilizzazione, le modalità di controllo delle avversità, la presenza e la gestione delle aree verdi quali infrastrutture ecologiche, il ricorso ad insetti utili e pronubi, le strategie di incremento della biodiversità, il ricorso ad energie provenienti da fonti rinnovabili, l’adozione di pratiche agronomiche conservative e altre pratiche con l’obiettivo di aumentare la biodiversità.

I vantaggi della biodiversità

Il protocollo è applicabile dalla singola azienda o da operatori che a loro volta intendono valutare l’attenzione ed il rafforzamento della biodiversità lungo la catena di fornitura ovvero presso le aziende da cui si approvvigionano di materie prime agricole.

La valutazione della biodiversità e la conseguente valorizzazione attraverso approcci certificativi può rappresentare per il sistema agricolo e agroalimentare la possibilità di ottenere, in particolare, diversi benefici, riduzione dei costi, miglioramento tecniche gestionali, visibilità e promozione prodotto.