Il carbon off setting come pratica agricola contro il cambiamento climatico

Pubblicato il: 07/10/2016

Autore: -

Il carbon off setting come pratica agricola contro il cambiamento climatico
Il suolo come attore chiave per la mitigazione e prevenzione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici, è uno dei fattori chiave discussi nelle Conferenze per il clima. Le cosiddette COP si tengono ogni anno, la prossima numero 22 sarà a novembre a Marrakech, in Marocco. agricoltura conservativaNelle scorse edizioni, tra gli accordi raggiunti tra gli per arginare il riscaldamento globale, c’è anche 4x1000, una proposta per accrescere il Carbonio organico dei suoli dello 0.4% annuo. Un obiettivo raggiungibile attraverso la gestione sostenibile dei terreni agricoli e l’adozione di pratiche di salvaguardia della biodiversità e delle funzioni ecologiche degli agroecosistemi. L’attività agricola attraverso la fotosintesi può infatti recuperare CO2 dall’atmosfera e fissarne una parte nel suolo. Ci sono diversi studi scientifici orientati in questo senso, che ci danno evidenza di come è possibile incrementare la sostanza organica nei suoli dell’1% annuo di quella ora contenuta, per almeno 50 anni, il che in un paese come l’Italia significa un accumulo di quasi 50 milioni di tonnellate pari al 10% circa delle emissioni di Gas serra. La tecniche migliori sembrano essere quella dell’agricoltura conservativa e dell’agricoltura biologica. Agricoltura conservativa intesa come un insieme di pratiche che apportino il minimo disturbo meccanico al suolo, che mirino alla presenza di una copertura vegetale dei suoli costante e che applichino operazione come rotazione e/o consociazioni. L’agricoltura bio, favorisce molto in questo senso, in quanto ricorre alla fertilizzazione organica e riduce al massimo gli input di ogni tipo per una maggiore eco-compatibilità. Per rendere attuabili tali proposte e poterne misurare gli effetti sono state sviluppate diverse metodologie di rendicontazione delle emissioni e di contabilizzazione degli stock di carbonio suolo, che hanno come due obiettivi: misurare le emissioni derivanti da una attività determinata attività produttiva; monitorare e conteggiare, attraverso software specifici, l’entità del carbonio organico trattenuto nel suolo come risultato delle relative pratiche di gestione dei terreni agricoli. È importante definire l’essenzialità di una certificazione: da una parte garantisce l’applicazione delle pratiche per l’incremento dello stock di carbonio nel suolo; dall’altra certifica che i modelli di calcolo dell’accumulo in relazione alle pratiche adottate e quindi i risultati, siano stati ottenuti utilizzando metodologie idonee e dati corretti e di buona qualità. Infatti l’adozione di pratiche agronomiche specifiche, il monitoraggio ed il calcolo degli stock, e la loro valorizzazione attraverso approcci certificativi possono rappresentare per il sistema agricolo la possibilità di ottenere diversi benefici, quali l’abbassamento dei costi, il miglioramento tecniche gestionali e la riduzione gli effetti dovuti ai cambiamenti climatici. CCPB srl monitora attentamente e scrupolosamente tutte le novità nel settore per garantire ai propri clienti dei sevizi sempre più efficienti e di al passo con i tempi.