Patata del Fucino iscritta nel registro IGP
Pubblicato il: 07/09/2016
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La denominazione "Patata del Fucino" è stata iscritta quale Indicazione Geografica Protetta nel registro delle denominazioni di origini protette con Regolamento di esecuzione (UE) 2016/656 della Commissione del 18 aprile 2016.
Terminato quindi il regime di Protezione Nazionale Transitoria, durato due anni, il MIPAAF ha emanato il provvedimento dello scorso 3 maggio (Gazzetta Ufficiale Italiana del 18 maggio 2016, n. 115) con la ufficiale pubblicazione del disciplinare.
È stato quindi necessario operare un lavoro di revisione del Piano dei Controlli che è culminata con l’approvazione del nuovo piano da parte del MIPAAF in data 31 maggio 2016.
Tutta la documentazione aggiornata è disponibile sul sito del MIPAAF e su www.ccpb.it.
L’IGP “Patata del Fucino” è riservata ai tuberi maturi della specie Solanum tuberosum della famiglia delle Solanacee, ottenuti da tuberi-seme di varietà iscritte a catalogo.
La “Patata del Fucino” deve essere piantata, coltivata e raccolta nell’area geografica delimitata all’interno del bacino dell’ex lago del Fucino.
Le concimazioni, la difesa fitosanitaria e il diserbo devono essere effettuati applicando quanto disposto dalle Norme contenute nei disciplinari emanati dalla Regione Abruzzo in materia di produzione integrata o biologica.
Dopo la raccolta ed una prima cernita in campo, le patate devono essere trasportate nei centri di condizionamento, per essere immagazzinate in ambienti idonei sia nei riguardi della temperatura che dell’umidità, al fine di mantenerne inalterate le caratteristiche qualitative.
Le condizioni pedo-climatiche del Fucino posto a 700 m.s.l.m. influenzano le caratteristiche qualitative delle patate tanto che in valutazioni sensoriali effettuate al fine di ottenere un profilo aromatico e gustativo, le patate del Fucino messe a confronto con le stesse varietà coltivate in altri areali pataticoli sia italiani che europei, si sono diversificate per l’indice “gusto tipico o bontà del sapore”.
La bontà del sapore insieme alle caratteristiche strutturali della polpa come consistenza, umidità e granulazione, rendono la patata fucense di elevato pregio qualitativo nonché facilmente identificabile dai consumatori.
Un altro aspetto qualitativo della patata del Fucino è che non presenta il difetto dell’annerimento dopo cottura a vapore (after cooking blackening) dovuto alla reazione tra acido cloro genico e ferro con la formazione di composti di colore scuro. Anche in questo caso il confronto con patate di altra provenienza ha messo in luce come le patate del Fucino siano le uniche non soggette all’alterazione.
Terminato quindi il regime di Protezione Nazionale Transitoria, durato due anni, il MIPAAF ha emanato il provvedimento dello scorso 3 maggio (Gazzetta Ufficiale Italiana del 18 maggio 2016, n. 115) con la ufficiale pubblicazione del disciplinare.
È stato quindi necessario operare un lavoro di revisione del Piano dei Controlli che è culminata con l’approvazione del nuovo piano da parte del MIPAAF in data 31 maggio 2016.
Tutta la documentazione aggiornata è disponibile sul sito del MIPAAF e su www.ccpb.it.
L’IGP “Patata del Fucino” è riservata ai tuberi maturi della specie Solanum tuberosum della famiglia delle Solanacee, ottenuti da tuberi-seme di varietà iscritte a catalogo.
La “Patata del Fucino” deve essere piantata, coltivata e raccolta nell’area geografica delimitata all’interno del bacino dell’ex lago del Fucino.
Le concimazioni, la difesa fitosanitaria e il diserbo devono essere effettuati applicando quanto disposto dalle Norme contenute nei disciplinari emanati dalla Regione Abruzzo in materia di produzione integrata o biologica.
Dopo la raccolta ed una prima cernita in campo, le patate devono essere trasportate nei centri di condizionamento, per essere immagazzinate in ambienti idonei sia nei riguardi della temperatura che dell’umidità, al fine di mantenerne inalterate le caratteristiche qualitative.
Le condizioni pedo-climatiche del Fucino posto a 700 m.s.l.m. influenzano le caratteristiche qualitative delle patate tanto che in valutazioni sensoriali effettuate al fine di ottenere un profilo aromatico e gustativo, le patate del Fucino messe a confronto con le stesse varietà coltivate in altri areali pataticoli sia italiani che europei, si sono diversificate per l’indice “gusto tipico o bontà del sapore”.
La bontà del sapore insieme alle caratteristiche strutturali della polpa come consistenza, umidità e granulazione, rendono la patata fucense di elevato pregio qualitativo nonché facilmente identificabile dai consumatori.
Un altro aspetto qualitativo della patata del Fucino è che non presenta il difetto dell’annerimento dopo cottura a vapore (after cooking blackening) dovuto alla reazione tra acido cloro genico e ferro con la formazione di composti di colore scuro. Anche in questo caso il confronto con patate di altra provenienza ha messo in luce come le patate del Fucino siano le uniche non soggette all’alterazione.
Certificazione: Patata del Fucino iscritta nel registro IGP
Tags: IGP, MIPAAF, Patata del Fucino
