Opportunità offerte dalla certificazione della biodiversità

Pubblicato il: 18/07/2016

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Opportunità offerte dalla certificazione della biodiversità
I processi di produzione agroalimentari sono sostenibili quando impattano il meno possibile sull’ambiente e quando consentono alle generazioni future di poter perpetuare i cicli produttivi. In altre parole quando le risorse utilizzate per attuare quei cicli si trasformano in “output” e i rifiuti si possono riciclare e vengono riutilizzati in cicli produttivi successivi. biodiversità Se gestito con le opportune tecniche, il settore agricolo più di altri, possiede una capacità unica di fornire alla società risultati positivi per la biodiversità, la cui tutela figura da tempo tra gli obiettivi nazionali e internazionali. Ridurre l’impatto ambientale dei processi di produzione sugli ecosistemi agricoli è infatti una priorità ormai entrata nell’agenda politica mondiale e soprattutto nella coscienza comune. La biodiversità consente l’instaurarsi di equilibri che implicano un ridotto ricorso ad “input” esterni con la conseguente riduzione dell’intensività dei processi. Per chi come CCPB si occupa di biologico da più di 25 anni, è stato logico offrire al mercato uno standard in grado di misurare la biodiversità dei processi produttivi fondati sugli agroecosistemi. Per questo lo scorso anno è stato presentato “Biodiversity Alliance”, un sistema di valutazione della biodiversità che prende in considerazione 12 indicatori la cui misura è di tipo quantitativo e di tipo qualitativo. In funzione del livello raggiunto è possibile raggiungere un punteggio massimo pari a 100; la soglia che consente di ottenere la certificazione è pari a 65/100. L’applicazione dello standard prevede il prelievo e l’analisi di due delle risorse fondamentali per qualsiasi tipo di produzione agroalimentare: il suolo e l’acqua. Nel terreno si effettua la valutazione quantitativa QBS-ar e la porosità, mentre per l’acqua si valuta l’IBE (indice biotico esteso). Gli altri parametri che possono favorire la biodiversità: il tipo di agricoltura (biologico, integrato o meno), la gestione del suolo in termini di fertilizzazione, le modalità di controllo delle avversità, la presenza e la gestione delle aree verdi quali infrastrutture ecologiche, il ricorso ad insetti utili e pronubi, le strategie di incremento della biodiversità, il ricorso ad energie provenienti da fonti rinnovabili, l’adozione di pratiche agronomiche conservative e altre pratiche come corridoi ecologici o sistemi di fitodepurazione. Tale protocollo è applicabile dalla singola azienda o da operatori che a loro volta intendono valutare l’attenzione ed il rafforzamento della biodiversità lungo la catena di fornitura ovvero presso le aziende da cui si approvvigionano di materie prime agricole. La valutazione della biodiversità e la conseguente valorizzazione attraverso approcci certificativi può rappresentare per il sistema agricolo e agroalimentare la possibilità di ottenere, in particolare, diversi benefici, riduzione dei costi, miglioramento tecniche gestionali, visibilità e promozione prodotto.