Biodiversity Alliance: il valore della biodiversità
Pubblicato il: 08/06/2016
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La biodiversità è un valore che sottende alla sostenibilità. I processi di produzione agroalimentari sono sostenibili quando impattano il meno possibile sull’ambiente e quando consentono alle generazioni future di poter perpetuare i cicli produttivi, ovvero quando le risorse utilizzate per attuare quei cicli si trasformano in “output” e i rifiuti si possono riciclare e vengono riutilizzati in cicli produttivi successivi.
La biodiversità consente l’instaurarsi di equilibri che implicano un ridotto ricorso ad “input” esterni con la conseguente riduzione dell’intensività dei processi. L’equilibrio a livello entomologico comporta il contenimento delle forme parassitarie in virtù di una maggiore presenza di insetti utili in grado di parassitizzare e contenere gli insetti dannosi oppure una pedofauna ed una microflora telluriche maggiormente differenziate consentono una più spiccata fertilità dei suoli.
Per chi come noi si occupa di biologico dal 1988, non si poteva evitare di offrire al mercato uno standard in grado di misurare la biodiversità dei processi produttivi fondati sugli agroecosistemi. Per questo lo scorso anno abbiamo presentato lo standard “Biodiversity Alliance”, un sistema di valutazione della biodiversità che prende in considerazione 12 indicatori la cui misura è di tipo quantitativo e di tipo qualitativo ed in funzione del livello raggiunto è possibile raggiungere un punteggio massimo pari a 100. La soglia che consente di ottenere la certificazione è pari a 65/100. L’applicazione dello standard prevede il prelievo e l’analisi di due delle risorse fondamentali per qualsiasi tipo di produzione agroalimentare: il suolo e l’acqua. Nel terreno si effettua la valutazione quantitativa QBS-ar e la porosità mentre per l’acqua si valuta l’IBE (indice biotico esteso). Gli altri parametri valutati sono: il tipo di agricoltura (biologico, integrato o meno), la gestione del suolo in termini di fertilizzazione, le modalità di controllo delle avversità, la presenza e la gestione delle aree verdi quali infrastrutture ecologiche, il ricorso ad insetti utili e pronubi, le strategie di incremento della biodiversità, il ricorso ad energie provenienti da fonti rinnovabili, l’adozione di pratiche agronomiche conservative e altre pratiche con l’obiettivo di aumentare la biodiversità (corridoi ecologici, sistemi di fitodepurazione ecc.). Parametri questi che rappresentano un indicatore di come il processo di produzione favorisca il miglioramento della biodiversità.
Tale protocollo è applicabile dalla singola azienda o da operatori che a loro volta intendono valutare l’attenzione ed il rafforzamento della biodiversità lungo la catena di fornitura ovvero presso le aziende da cui si approvvigionano di materie prime agricole. Si tratta di uno standard facilmente comprensibile ed applicabile con possibilità di effettuare autovalutazioni sulla base di una lista di controllo che può essere applicata dall’azienda agricola che intende applicarlo e verificare il livello della biodiversità raggiunta. In questo modo l’azienda applica un piano della biodiversità aziendale che successivamente è verificato dall’organismo di certificazione.
Per la singola azienda che richiede la certificazione è prevista una verifica annua per la valutazione del piano della biodiversità, il prelievo di un campione di acque superficiali e di terreno in base alle dimensioni dell’azienda ed agli ordinamenti colturali da questa adottati. Nel caso di un’azienda “associata” in cui si deve valutare la conformità delle aziende inserite nella filiera, si effettua la verifica ispettiva e la valutazione del piano della biodiversità sulla √n delle aziende che compongono la filiera ed i prelievi di acqua e terreno durante le verifiche e nel rispetto dei criteri summenzionati.
La biodiversità consente l’instaurarsi di equilibri che implicano un ridotto ricorso ad “input” esterni con la conseguente riduzione dell’intensività dei processi. L’equilibrio a livello entomologico comporta il contenimento delle forme parassitarie in virtù di una maggiore presenza di insetti utili in grado di parassitizzare e contenere gli insetti dannosi oppure una pedofauna ed una microflora telluriche maggiormente differenziate consentono una più spiccata fertilità dei suoli.
Per chi come noi si occupa di biologico dal 1988, non si poteva evitare di offrire al mercato uno standard in grado di misurare la biodiversità dei processi produttivi fondati sugli agroecosistemi. Per questo lo scorso anno abbiamo presentato lo standard “Biodiversity Alliance”, un sistema di valutazione della biodiversità che prende in considerazione 12 indicatori la cui misura è di tipo quantitativo e di tipo qualitativo ed in funzione del livello raggiunto è possibile raggiungere un punteggio massimo pari a 100. La soglia che consente di ottenere la certificazione è pari a 65/100. L’applicazione dello standard prevede il prelievo e l’analisi di due delle risorse fondamentali per qualsiasi tipo di produzione agroalimentare: il suolo e l’acqua. Nel terreno si effettua la valutazione quantitativa QBS-ar e la porosità mentre per l’acqua si valuta l’IBE (indice biotico esteso). Gli altri parametri valutati sono: il tipo di agricoltura (biologico, integrato o meno), la gestione del suolo in termini di fertilizzazione, le modalità di controllo delle avversità, la presenza e la gestione delle aree verdi quali infrastrutture ecologiche, il ricorso ad insetti utili e pronubi, le strategie di incremento della biodiversità, il ricorso ad energie provenienti da fonti rinnovabili, l’adozione di pratiche agronomiche conservative e altre pratiche con l’obiettivo di aumentare la biodiversità (corridoi ecologici, sistemi di fitodepurazione ecc.). Parametri questi che rappresentano un indicatore di come il processo di produzione favorisca il miglioramento della biodiversità.
Tale protocollo è applicabile dalla singola azienda o da operatori che a loro volta intendono valutare l’attenzione ed il rafforzamento della biodiversità lungo la catena di fornitura ovvero presso le aziende da cui si approvvigionano di materie prime agricole. Si tratta di uno standard facilmente comprensibile ed applicabile con possibilità di effettuare autovalutazioni sulla base di una lista di controllo che può essere applicata dall’azienda agricola che intende applicarlo e verificare il livello della biodiversità raggiunta. In questo modo l’azienda applica un piano della biodiversità aziendale che successivamente è verificato dall’organismo di certificazione.
Per la singola azienda che richiede la certificazione è prevista una verifica annua per la valutazione del piano della biodiversità, il prelievo di un campione di acque superficiali e di terreno in base alle dimensioni dell’azienda ed agli ordinamenti colturali da questa adottati. Nel caso di un’azienda “associata” in cui si deve valutare la conformità delle aziende inserite nella filiera, si effettua la verifica ispettiva e la valutazione del piano della biodiversità sulla √n delle aziende che compongono la filiera ed i prelievi di acqua e terreno durante le verifiche e nel rispetto dei criteri summenzionati.
Certificazione: Biodiversity Alliance: il valore della biodiversità
Tags: Ambiente, biodiversità, Biodiversity Alliance, sostenibilità
