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Lettere dai PAP

Pubblicato il: 05/02/2016

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Lettere dai PAP
Come ogni inizio d’anno gli operatori del biologico sono chiamati alla compilazione dei PAP (programmi annuali di produzione). Abbiamo già spiegato in questo articolo che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha pubblicato una nota (n.5088 25/01/2016 qui in PDF) che consente agli operatori biologici di presentare i PAP, anche in formato cartaceo. cassetta postaLa decisione nasce dalla volontà di superare le difficoltà che le Regioni stanno riscontrando nel passaggio al sistema integralmente digitale. Difficoltà che possono essere spiegate anche da questa lettera-sfogo che abbiamo ricevuto nelle settimane scorse e che volentieri pubblichiamo.
Caro Davide Pierleoni, Sono Faleschini Luigi, Operatore agricolo biologico da quando avevo 24 anni ed uno dei vostri certificati ancora come IMC (Istituto Mediterraneo di Certificazione) Ogni tanto ho il piacere di sentirla telefonicamente e visto che entrambi sono tanti anni che operiamo e lavoriamo nel campo del biologico ... Mi piacerebbe che ragionassimo insieme sulla scelta di compilazione di questo" pap elettronico" tramite SIB e che potessi ricevere anche le sue opinioni ... Io mi chiedo come un persona di una certa età o che non ha tanta dimestichezza con il pc o che giustamente per libera scelta, non gli è mai fregato meno averne... deve per forza ed obbligatoriamente rivolgersi ad associazioni di categoria o quant'altro che sicuramente si faranno pagare per il servizio   di compilazione ... Non andava bene lasciare il mondo così com'era e mettere tutti nella condizione di poter compilarsi "gratuitamente" questo pap anche "a penna "se uno vuole senza obbligare nessuno ad essere costretto a compilarlo tramite portale SIB? Da 25 anni che opero in questo settore ed invece di passare le mie giornate all'aria aperta o a produrre conserve nel mio piccolo laboratorio, sto passando in questi ultimi anni buona parte del mio tempo attaccato ad una sedia a "far carte" compilando Schede, registri, Check list sia cartacei che informatizzati (ma il tempo e il lavoro non cambia) Ma che agricoltura biologica è questa? E' un agricoltura " burocratica " non biologica...... Vorrei che i Ministri vari, funzionari, tecnici e quant'altro girassero nei Paesi Confinanti dove ottimi Operatori gestiti da altrettanti O.d.C. svolgono il loro lavoro "da agricoltori " impiegando buona parte del loro tempo in campagna e non in ufficio. Le faccio l'esempio della mia vicina "Carinzia": Bio Enrte certifica quasi la totalità degli Operatori con pratiche molto snelle e senza dar "eccessivo peso" agli Operatori stessi per la compilazione documentale per adempire alle varie norme che regolano l'agricoltura biologica. E per questo non sono Operatori di serie "B" ma sono ottimi produttori di eccellenze agroalimentari e molto pratici nel svolgere il loro lavoro... Ma il Reg. CE 835/07 e 889/08 è uguale per Noi che per loro? Come mai qui in Italia dobbiamo sempre caricarci Noi piccoli Operatori di un eccesso in campo "burocratico" a discapito del nostro tempo prezioso che potremo dedicare a svolgere tutt'altre mansioni, sicuramente più nobili, etiche e produttive? Ma è possibile che le grandi aziende che girano e spostano quantitativi rilevanti di merce sia materie prime che altro, che dispongono di mezzi, capacità, personale e possibilità economiche per gestire questo "controllo qualità,” abbiano gli stessi adempimenti burocratici di Noi piccoli Produttori? Non sarebbe il caso di pensare ad una semplificazione del sistema di controllo? Ma la qualità dell'ambiente e dell’ecosistema che ci circonda, del vivere sani e mantenere sano il nostro ambiente, non siamo Noi Operatori Biologici i portatori di questo messaggio alle persone che ci circondano? Diamo proprio fastidio a tanti o il business che si è creato in Italia intorno al mondo del biologico è poco chiaro, contorto, pieno di interessi per qualcuno, ma non per noi piccoli Operatori? Secondo la mia opinione Voi, come organismo di Controllo "storico" potreste essere i Primi e i Paladini per un giusta causa), ad iniziare un percorso con le piccole Aziende introducendo un regime di semplificazione e di "snellezza” in termini cartacei e burocratici, mantenendo chiaramente "alto" il livello di certificazione e controllo come lo applicate per tutti i Vostri associati grandi e piccoli che siano... Questo è anche un piccolo sfogo ma non solo. Spero che questi "quesiti "qualcuno possa rifletterci sopra ed iniziare un percorso costruttivo per agevolare i Piccoli Produttori nel loro lavoro quotidiano e spronare futuri nuovi associati a convertirsi al bio. Tanti miei colleghi mi hanno espressamente riferito che essendo il biologico molto complesso e" burocratico" non vogliono azzardarsi a farsi certificare, anche se molti, in pratica stanno già coltivando seguendo il metodo biologico. Un cordiale saluto e un augurio a tutto lo staff che possiate lavorare insieme serenamente ed in armonia Luigi Faleschini, Contadino di Montagna dal 90'