Microparticelle plastiche nei cosmetici: un pericolo per gli ecosistemi acquatici
Pubblicato il: 12/11/2015
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I prodotti cosmetici e detergenti, di uso quotidiano, contengono una enorme quantità di particelle plastiche, le quali, una volta immesse nei sistemi acquatici, possono rappresentare un pericolo per la biodiversità di questi ecosistemi.
L’università di Plymouth ha pubblicato una ricerca che mostra come, con una singola applicazione di alcuni prodotti, quali ad esempio molti comuni scrub per il viso, si rilascino nell’ambiente circa 100.000 piccole microsfere plastiche di un millimetro di diametro (Millions of plastic particles exist in cosmetic products. ScienceDaily, 26 August 2015). Tutte queste minuscole particelle, non essendo intercettate dai comuni sistemi di trattamento dei reflui urbani, giungono, prima o poi, nei fiumi e mari di tutto il mondo. Ogni anno, nei mari britannici sono riversate più di 80 tonnellate di queste microparticelle di plastica.
I micromateriali plastici sono oggi utilizzati per sostituire i materiali esfolianti naturali nei cosmetici e possono essere presenti in saponi solidi e liquidi, dentifrici, bagnoschiuma e docciaschiuma, creme solari e shampoo.
L’uso di questi prodotti rappresenta un pericolo serio per le specie animali acquatiche e per gli equilibri di questi ecosistemi. Per questo motivo, CCPB ha scelto di eliminare questi prodotti dalle certificazioni cosmetiche e di detergenza naturali e biologiche, in modo da aiutare i consumatori nella scelta di prodotti che presentano un impatto minore sull’ambiente.
Per maggiori informazioni sulle certificazioni cosmetiche CCPB e NATRUE e per la certificazione dei detergenti BIOCEQ, contattare Vincenzo Arra varra[@]ccpb.it e Carla Pinti cpinti[@]ccpb.it
L’università di Plymouth ha pubblicato una ricerca che mostra come, con una singola applicazione di alcuni prodotti, quali ad esempio molti comuni scrub per il viso, si rilascino nell’ambiente circa 100.000 piccole microsfere plastiche di un millimetro di diametro (Millions of plastic particles exist in cosmetic products. ScienceDaily, 26 August 2015). Tutte queste minuscole particelle, non essendo intercettate dai comuni sistemi di trattamento dei reflui urbani, giungono, prima o poi, nei fiumi e mari di tutto il mondo. Ogni anno, nei mari britannici sono riversate più di 80 tonnellate di queste microparticelle di plastica.
I micromateriali plastici sono oggi utilizzati per sostituire i materiali esfolianti naturali nei cosmetici e possono essere presenti in saponi solidi e liquidi, dentifrici, bagnoschiuma e docciaschiuma, creme solari e shampoo.
L’uso di questi prodotti rappresenta un pericolo serio per le specie animali acquatiche e per gli equilibri di questi ecosistemi. Per questo motivo, CCPB ha scelto di eliminare questi prodotti dalle certificazioni cosmetiche e di detergenza naturali e biologiche, in modo da aiutare i consumatori nella scelta di prodotti che presentano un impatto minore sull’ambiente.
Per maggiori informazioni sulle certificazioni cosmetiche CCPB e NATRUE e per la certificazione dei detergenti BIOCEQ, contattare Vincenzo Arra varra[@]ccpb.it e Carla Pinti cpinti[@]ccpb.it
Certificazione: Microparticelle plastiche nei cosmetici: un pericolo per gli ecosistemi acquatici
Tags: Cosmesi, detergenza, NATRUE
