Approvato il piano nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
Qualche giorno fa il percorso di approvazione del Piano d’Azione Nazionale (PAN) è di fatto terminato con la firma del Decreto da parte dei tre ministri (Agricoltura, Ambiente e Sanità); nei prossimi giorni la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La versione definitiva del PAN, di validità quinquennale, si compone sostanzialmente di cinque capitoli che riguardano: la formazione e l’informazione, il controllo funzionale delle irroratrici, le misure di tutela di aree specifiche, la gestione in azienda dei prodotti fitosanitari (PF) e le strategie fitosanitarie applicabili.
Per quanto riguarda la formazione, rispetto a quanto previsto dalla normativa cogente è introdotto l’obbligo del possesso del “patentino” anche degli operatori agricoli che manipolano e distribuiscono i PF, sempre con una frequenza quinquennale. Anche i consulenti, oltre al personale addetto ala vendita, dovranno frequentare corsi specifici, essere abilitati e dimostrare di essere adeguatamente aggiornati.
Il controllo funzionale delle irroratrici, già obbligatorio in diverse regioni italiane per le aziende agricole che adottano i Disciplinari di Produzione/Difesa Integrata Regionali, entro il 26 novembre 2016 dovrà essere eseguito presso uno dei centri riconosciuti da Regioni o Province Autonome, in conformità all’allegato II della Direttiva 2009/128/CE. La frequenza dei controlli successivi è variabile in funzione della tipologia di macchina.
Le misure di protezione di aree specifiche più importanti riguardano quelle specifiche per l’ambiente acquatico, per l’acqua potabile, per la tutela dei corpi idrici a scopo ricreativo, lungo le linee ferroviarie, lungo le strade, per le aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili (giardini pubblici, aree ricreative, campi sportivi, ecc..).
All’interno delle aziende agricole a partire dal 1 gennaio 2015 i PF dovranno essere manipolati stoccati e smaltiti secondo quanto previsto nell’allegato VI del PAN allo scopo di ridurre al minimo i pericoli di contaminazione dell’ambiente e degli stessi operatori.
Infine per quanto riguarda i metodi di difesa delle piante il PAN definisce che dal 1 gennaio 2014 i sistemi sono: la difesa integrata obbligatoria, la produzione integrata volontaria (in conformità ai Disciplinari Regionali e al SQNPI) e l’agricoltura biologica.
L’approvazione di tale documento ha delle ricadute importanti per gli schemi di certificazione che da anni stiamo offrendo al sistema produttivo, in particolare per tutti gli schemi che contemplano il processo di produzione agricola. Fra questi la conformità alla Norma UNI 11233 (Produzione Integrata), lo standard Globalgap, la Norma ISO 22005 (Rintracciabilità nelle aziende agroalimentari), lo standard QS, la produzione biologica (Reg CE 834/2007) e l’attività di ispezione a fronte di disciplinari e capitolati conformemente alla Norma ISO 17020 per la quale CCPB sta finalizzando l’accreditamento.
ALBERTO ALBERTINI - Responsabile Tecnico Ispezioni e Certificazione di prodotto CCPB
