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CCPB certifica l'EPD delle carni bovine Coop

Pubblicato il: 08/11/2013
CCPB certifica l'EPD delle carni bovine Coop

Ottimo successo ieri a Ecomondo per il convegno “Certificare la sostenibilità delle carni: l’EPD applicata al caso COOP”. Il racconto della sostenibilità nella filiera della carne bovina targata Coop Italia e certificata CCPB ha raccolto l'interesse di una sala piena e attenta di numerosi operatori del settore, giornalisti e studenti.

banner bisteccaPresentando i numeri della EPD (Environmental product declaration), realizzata con Coop, Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, ha spiegato come la certificazione “misurando l'impatto ambientale di una filiera così complessa come quelle delle carni, riesce a essere un'opportunità di sviluppo sostenibile sia per il produttore che per i consumatori”.

Claudio Mazzini, Responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia, ha sottolineato che “il nostro lavoro dura da tre anni, perché non ci interessano operazioni di facciata, ma un impegno in tutti gli ambiti possibili d’intervento: dalle tecniche di produzione agricola agli stabilimenti di produzione, fino agli imballaggi, i trasporti, magazzini e ai punti di vendita, per arrivare alla promozione e informazione ai soci e consumatori”

Tra gli altri interventi il moderatore Carlo Alberto Pratesi (Università Roma 3), ha ricordato come “l'Italia è competitiva nel cibo, deve imparare a esserlo nella sostenibilità del cibo”; Corrado Clini (Ministero Dell’ Ambiente), ha sottolineato che “la domanda di cibo di qualità crescerà in tutto il mondo, perciò la certificazione aiuterà il consumatore a riconoscere i prodotti di qualità”; per Massimo Marino (The International EPD System), “l'EPD rispetto ad altre certificazioni riunisce le misure sull'impatto del suolo, dell'acqua, dell'aria, tenendo conto anche delle implicazioni sociali ed economiche”; dalla parte dei produttori Fabrizio Guidetti (Unipeg Sca), “le strategie di garanzie di sicurezza e qualità delle carni bovine, hanno migliorato la sostenibilità economica, e non solo ambientale, degli operatori della filiera”; secondo Luca Ruini (Barilla Center for Food & Nutrition), “la dieta mediterranea è la migliore anche per il suo impatto ambientale”.

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Qui sotto il racconto della giornata.

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