Coop e la certificazione EPD per le carni bovine
Il convegno di Ecomondo (qui le info), sarà un appuntamento importante, organizzato da Coop Italia e CCPB per raccontare la sostenibilità nella filiera della carne con la certificazione EPD (Environmental product declaration).
Per la prima volta al mondo grazie all'EPD per vitello a carne bianca e bovino adulto, è possibile misurare l'impatto ambientale della produzione e commercializzazione della carne targata Coop, la più importante catena distributiva italiana che ha fatto della sostenibilità uno dei valori più importanti della sua offerta. Ne abbiamo parlato con Claudio Mazzini, Responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia.
1. Da dove nasce la scelta per la certificazione EPD sulle carni bovine?
Abbiamo deciso, primi al mondo a farlo, di ottenere la certificazione EPD (Environemental product declaration), perché ci consente di rendere trasparenti e disponibili tutti i dati sull’impatto ambientale, secondo le nostre modalità di allevamento e lavorazione, che comunque sono già decisamente migliori rispetto alla media. Partendo da questi dati e sapendo quanto questo impatto sia rilevante nel raffronto con altri alimenti, vogliamo muoverci verso due obiettivi importanti. Il primo è quella di un preciso impegno a migliorare e ridurre questi impatti con interventi sugli aspetti più pesanti dei nostri allevamenti e dell’intera filiera. In secondo luogo riteniamo che, inserendo il tema del consumo di carne in una riflessione complessiva sulla nostra alimentazione che abbia come riferimento una dieta corretta ed equilibrata secondo le indicazioni della piramide alimentare elaborata dall’Inran, si possa verificare come un consumo di carne che rispetti queste indicazioni sia una scelta sostenibile.
2. Perché è così importante misurare e migliorare le performance ambientali?
Gli italiani sono tra i più grandi consumatori di carne in Europa (e in particolare di quella bovina). Carne ne mangiamo mediamente 40 chili all’anno e di questi 21,4 provengono da bovini. L’impatto ambientale della produzione e del consumo di carne (in termini di emissioni di Co2), è decisamente più alto di quello di frutta, verdura, pasta, cereali e altri alimenti. E, giustamente, in tempi in cui tanto si parla di riscaldamento globale e sostenibilità, l’attenzione dell’opinione pubblica si sta sempre più concentrando su questo aspetto. Ci siamo assunti inoltre l’impegno di miglioramenti, da portare avanti assieme a tutti gli attori della nostra filiera, su alcune delle fasi che hanno maggiore impatto. In alcuni allevamenti, ad esempio, stiamo rendendo operativiimpianti di digestione anaerobica delle deiezioni.
3. In che modo un consumo sostenibile di carne si può riflettere in un'alimentazione più sana?
La carne, nella giusta misura, è una componente importante di una dieta corretta, come i nutrizionisti ci insegnano. Se invece si va oltre queste indicazioni, allora non solo non si fa bene all’ambiente, ma neanche alla propria salute. Dunque è questo il quadro del nostro ragionamento e per questo una realtà come Coop vuole continuare a proporre carni certificate e di ottima qualità, con controlli accurati lungo tutta la filiera, sia per la parte delle garanzie sulla sicurezza, sia sul lato dell’impatto ambientale. E questo ci porta alla fine a dire che, se si consumano le quantità previste, allora anche l’impatto ambientale è da ritenersi sostenibile e sostanzialmente pari a quello delle altre famiglie di alimenti previste nella nostra dieta.
4. Su questi temi, che tipo di responsabilità Coop sente verso i consumatori?
Coop vuole favorire la consapevolezza dei consumatori, lavorando sul tema dell’impatto ambientale degli alimenti, nel segno della trasparenza. Da diversi mesi, ad esempio, è stato messo a disposizione di tutti su internet, sul sito di Coop www.ecoop.it/coopco2 un calcolatore dell’impatto della propria spesa e quindi di ciò che mangiamo. Un gioco, in realtà molto serio, che tutti possono usare per vedere quanto impatta la nostra spesa (virtuale), in termini di Co2.
5. L'EPD sulle carni bovine è solo l'inizio? L'ambizione di Coop è fare si che un impegno simile, anche complesso da un punto di vista tecnico, possa allargarsi anche ad altre filiere?
Nel 2011 abbiamo ottenuto anche l’EPD dell’acqua (vedi questo link e quest'altro) e da anni lavoriamo su altri prodotti a marchio, utilizzando sempre gli studi LCA (Life Cycle Assessement).
Certificazione: Coop e la certificazione EPD per le carni bovine
Tags: carne, Coop, EPD, LCA, sostenibilità
