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Un biologico in evoluzione

Un biologico in evoluzione

Fra qualche giorno saremo a SANA a Bologna e potremo incontrarci in Fiera sia nell’area dedicata all’alimentazione che in quella della cosmesi avendo organizzato la nostra presenza con due distinti stand.

SANA 2019

E’ anche il momento di riflettere sullo sviluppo del biologico e su come questo possa soddisfare l’esigenza di sostenibilità che deriva sia dalla domanda di mercato che dalla volontà dei cittadini sempre più preoccupati dalle condizioni del nostro pianeta. I convegni che abbiamo organizzato in occasione di SANA, di cui diamo conto nei successivi articoli di questa newsletter, sono focalizzati sul biologico, sulla sostenibilità, sull’innovazione e sulla scienza, sull’importanza dei rapporti di filiera e sulla necessità che ognuno faccia bene il proprio mestiere-

Evoluzione

Occasioni di incontro e di riflessione su come il biologico possa, o debba, mantenere la propria distintività in un mercato in cui le parole d’ordine sono sempre più sostenibilità, etica e responsabilità. Il biologico, non lo affermiamo da ora, ha bisogno di evolvere e di dare risposte multiple ad un consumatore attento al consumo responsabile. Viviamo un periodo storico in cui anche l’offerta dei prodotti convenzionali cerca elementi di sostenibilità. Come può, quindi, il biologico garantire la propria distintività e soddisfare le richieste di un mercato attento?

Certamente non rifugiandosi nel passato, nella nicchia, cacciato da regole e leggi assurdamente restrittive e palesemente contro il suo sviluppo, ma piuttosto aprendo sempre più all’innovazione, alla scienza e comunicando in modo molto più chiaro i propri valori immutati nel tempo. Valori riconfermati con il Reg CE 848/2018 che entrerà in applicazione il prossimo 01.01.2021, un testo che riprende i concetti del Reg CE 834/2007 secondo quella che è più utile definire una logica evolutiva che rivoluzionaria.

Norme e certificazione

L’approccio normativo deve rendere possibile la crescita del biologico salvaguardando i valori che lo connotano e rendendo possibile il miglioramento dei processi produttivi con l’obiettivo di aumentarne la competitività. Solo così il biologico può diventare sempre più appetibile sia sul piano economico che su quello qualitativo ed edonistico. Esempi negativi di una normativa che ha ridotto la competitività senza nulla apportare in termini di valore aggiunto sono, ad esempio, il D Lgs 20 del 23.02.2018 e quanto fino ad oggi stabilito in merito ai fosfiti e all’acido fosforoso.

Innovazione e ricerca

Il settore ha bisogno anche di più innovazione, talvolta la presenza di norme e regole troppo rigide non aiuta ad applicare metodi di produzione che possono essere delineati nel rispetto del metodo biologico, L’agricoltura di precisione, quella conservativa, l’attenzione alla biodiversità ed al suolo possono contribuire a prevenire molte problematiche e rendere maggiormente economico il processo produttivo biologico. Misurare gli impatti ambientali secondo i principali fattori (emissioni climalteranti, acqua, eutrofizzazione, suolo, etc) aiuta a rendere il biologico più facilmente comunicabile in tema di mitigazione del cambiamento climatico rendendolo un elemento strategico nei confronti degli altri approcci di produzione agricola sostenibile che si affacciano sul mercato e che possono attrarre distribuzione e consumatori con l’obiettivo di offrire loro prodotti sostenibili ma non biologici.

Occorre aprirsi per accettare nuove sfide evitando di cadere nel tranello di un biologico sempre più stringente, restrittivo e massimalista che alla lunga rischia di non soddisfare la grande e molteplice domanda di sostenibilità