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Controllo versus certificazione

Controllo versus certificazione

Il servizio di certificazione nasce concettualmente a supporto del miglioramento della qualità, sia esso di processo, di prodotto, di sistema o di servizio, nell’ottica di migliorare il valore aggiunto e la competitività sul mercato.

Molto di più di un controllo

L’organismo di certificazione è un’impresa il cui scopo consiste nel fornire un servizio teso a confermare “le premesse” di un bene o di un servizio reso al mercato ed ai consumatori. Non solo, quindi, un mero strumento di controllo le cui leve decisionali risiedono nelle stanze di coloro che possiedono “le chiavi” delle decisioni, siano essi i proprietari, privati o pubblici, degli standard o delle norme che devono essere rispettate da coloro cui volontariamente decidono di conformarsi.

Il rischio, per la qualità di un sistema economico, è che gli enti di certificazione siano ridotti a sterili fornitori del servizio di controllo quando per questo tipo di servizio basterebbe essere riconosciuti come organismi di ispezione accreditati in base alla Norma ISO 17020. Non certamente, invece, come organismi di certificazione in cui è presente anche l’aspetto decisionale che deriva dai criteri dell’esperienza e della competenza ed il cui accreditamento risponde ad un’altra norma, la ISO 17065.

Certificazione privata e volontaria

Il tema non è tanto quello dell’obbligatorietà della certificazione (anche se è difficile far coesistere per alcune norme l’obbligatorietà della certificazione con i principi ispiratori della certificazione!), ma piuttosto la volontà degli standard setter privati e pubblici che decidono di inserire negli standard anche le regole di dettaglio in base alle quali un organismo di certificazione si organizza nell’operatività quotidiana riducendo quella responsabilità imprenditoriale che risiede nell’esperienza, nella competenza, nella solidità e nell’indipendenza; requisiti fra quelli valutati nell’accreditamento in base alla Norma ISO 17065.

La definizione delle regole di dettaglio della certificazione sia per alcuni standard privati (fra cui BRC, IFS, Globalgap, etc) che nel settore regolamentato (DOP, IGP, vini, biologico etc) riduce gli organismi, sempre più di controllo e sempre meno di certificazione, a dei meri esecutori limitando la loro crescita professionale e riducendo di fatto il valore aggiunto per i sistemi produttivi cui sono dedicati gli standard e le norme.

La certificazione porta valore

Come affermato all’inizio, la certificazione è un servizio economico dedicato all’impresa per accrescere il valore aggiunto e la competitività sui mercati. Non è una questione di “lana caprina” come qualcuno (almeno per chi è resistito a leggere fino a questo punto) potrebbe pensare. Il ruolo dell’organismo di certificazione è anche quello di intervenire nel processo produttivo per renderlo maggiormente coerente con la necessità di raggiungere con ragionevole certezza gli obiettivi proposti dai disciplinari o dagli standard. Ciò implica una certa autonomia operativa e di giudizio che nell’accreditamento consente di verificare il rispetto dei requisiti minimi di controllo.

Purtroppo, nella quotidianità di un organismo di certificazione tutto è scandito da regole, tempi, codicilli che tolgono spazio al miglioramento continuo, caro e vecchio principio della certificazione.