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Sull’incompatibilità tra certificazione bio e macellazione senza stordimento

Sull’incompatibilità tra certificazione bio e macellazione senza stordimento

Lo scorso febbraio l'alta Corte dell'Unione europea ha stabilito che i prodotti a base di carne derivata da animali macellati secondo riti religiosi che non prevedono lo stordimento preventivo non possono essere identificati come biologici.

Motivo di tale decisione è da ascrivere al fatto che tale etichettatura mira a garantire che i prodotti siano stati ottenuti nel rispetto dei più alti standard in materia di benessere degli animali; l’utilizzo della pratica di stordimento riduce significativamente la sofferenza degli animali.

Cosa dice il Regolamento sul biologico

Il “benessere degli animali” è citato per ben quattro volte nei “Considerando” del Reg CE 834/2007 ed altrettante nel Titolo II (Obiettivi e principi della produzione biologica) del medesimo Regolamento; d’altro canto sono gli stessi consumatori a prestare un’attenzione sempre crescente sulle condizioni degli animali, pretendendo garanzie relative a tali aspetti.

Cosa dice la sentenza

Tornando alla sentenza, essa afferma che la pratica della macellazione rituale, che prevede l’uccisione dell’animale senza previo stordimento è autorizzata da un'eccezione alla regola generale nell'UE per garantire l'osservanza della libertà di religione, ma non può tuttavia risultare conforme ai dettami imposti dalla normativa comunitaria in materia di allevamento biologico.

Il pronunciamento della corte è partito dall’ appello presentato nel 2012 al Ministero dell’Agricoltura di Parigi per vietare di apporre il logo biologico comunitario a confezioni di hamburger certificati anche “Halal” e presenti sul mercato francese. Successivamente, la Corte d'appello amministrativa di Versailles ha chiesto alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sul caso, con l’epilogo descritto poc’anzi.