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Importanti aggiornamenti per gli importatori di prodotti biologici

Importanti aggiornamenti per gli importatori di prodotti biologici

Gli importatori di prodotti e materie prime biologiche sono tenuti a completare la validazione delle quantità effettive importate nell’anno 2019 entro il 15 febbraio 2020.

Quando e come dare comunicazioni

La comunicazione deve avvenire tramite modalità informatica attraverso il SIB. Ne ha dato comunicazione a fine gennaio l’Ufficio PQAI I del MIPAAF, ribadendo che eventuali comunicazioni pervenute attraverso la compilazione degli Allegati II del DM 18378 del 9 agosto 2012, abrogato dall’entrata in vigore del DM n. 8283 del 6 febbraio 2018, non possono essere ritenute valide. Tutti gli importatori certificati dovranno quindi accedere al SIAN/SIB nella sezione Gestione Comunicazione Importazione ed inserire il riepilogo per l’anno 2019 entro il 15/02/2020. La validazione dovrà essere effettuata anche dagli importatori certificati che non hanno effettuato alcuna importazione nel corso del 2019.

Nuove tempistiche e modalità di emissione dei COI

Un’altra importante novità concerne l’emissione dei COI (Certificate of Inspection). Il giorno 14/01/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento CE 25/2020 (qui PDF) che modifica e rettifica il regolamento (CE) n. 1235/2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda il regime di importazione di prodotti biologici dai paesi terzi. In particolare, viene sostituito il primo comma dell’articolo 13, paragrafo 2 del Regolamento CE 1235/2008 come segue: (a partire dal 3 febbraio)

«Il certificato di ispezione è rilasciato dall’autorità o dall’organismo di controllo pertinente prima che la partita lasci il paese terzo di esportazione o di origine […]”.

D’altro canto, il paragrafo 4 del medesimo articolo aggiunge che:

“L'autorità o l'organismo di controllo che emette il certificato di ispezione può rilasciare tale certificato e firmare la dichiarazione nella casella 18 del medesimo solo dopo aver eseguito un controllo documentale sulla base di tutti i documenti di ispezione pertinenti, compreso il piano di produzione per il prodotto interessato, i documenti di trasporto e i documenti commerciali e, ove opportuno in base alla sua valutazione del rischio, dopo aver effettuato un controllo fisico della partita.”

Punti critici

Il neonato regolamento ha sollevato vari dubbi (anche da parte di EOCC, European Organic Certifiers Council, di cui CCPB è membro) in quanto nella stragrande maggioranza delle situazioni è impossibile soddisfare entrambi i requisiti di cui sopra contemporaneamente, a causa del fatto che i documenti di trasporto internazionali sono emessi dalle compagnie di trasporto solo una volta che il caricamento dei prodotti è completato; di conseguenza, emettere troppo presto il certificato di ispezione con dati non affidabili potrebbe richiedere la necessità di correggerli in seguito.

La Commissione ha successivamente informato gli Organismi di Certificazione coinvolti nell’emissione dei COI che al fine di trovare una soluzione praticabile, sarà possibile emettere i COI previa verifica della documentazione inserendo in casella 13, 16 e 17 del COI le informazioni provvisorie disponibili al momento del rilascio del COI. La Commissione Europea sta inoltre adottando le azioni necessarie in TRACES per garantire che gli organismi di controllo e le autorità di controllo siano in grado di aggiornare le informazioni nelle caselle 13, 16 e 17 e caricare i documenti di trasporto finali in TRACES dopo la firma della casella 18 ma prima che il COI sia vidimato dallo Stato membro (nella casella 20). Dovrebbe inoltre essere apportata una modifica dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1235/2008 per specificare che le informazioni relative ai mezzi di trasporto e ai documenti di trasporto (casella 13, casella 16 e casella 17) dovranno essere aggiunte nel COI entro 10 giorni dall'emissione dello stesso e, in ogni caso, prima dell'approvazione del COI da parte delle autorità degli Stati membri.

Gli esportatori dovranno pertanto presentare ai propri Organismi di Certificazione che emettono i COI tutta la documentazione che consenta di emettere il certificato al più tardi entro il giorno di partenza della partita da importare. Gli importatori sono pertanto invitati a coordinarsi con i propri fornitori di prodotti biologici dei Paesi Terzi per far sì che questo nuovo requisito non abbia impatti negativi sulle normali attività di import di prodotti biologici.