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Brexit, cosa succede per il biologico

Brexit, cosa succede per il biologico

I due principali organismi di certificazioni del Regno Unito “Soil Association” e “Organic Farmers & Growers”, hanno rilasciato informazioni sulla Brexit.

Cosa succede ora

Lo scorso 29 gennaio il Parlamento Europeo ha ratificato la Brexit. Ora si darà il via ad un anno di transizione, il termine è il 31 dicembre 2020, caratterizzato da vari negoziati, che verranno condotti verosimilmente a ritmo serrato. Il bio dovrà aspettare la fine dell’anno per avere più certezze, per quanto riguarda la futura regolamentazione degli scambi commerciali tra UK e UE.

Come certificare intanto

A quanto riportano “Soil Association” e “Organic Farmers & Growers”, al momento è certo che il Regno Unito svilupperà un proprio standard nazionale, che sarà molto simile (identico?) al Regolamento UE, di modo da ridurre al minimo i disagi degli operatori certificati che dovranno adeguarsi in poco tempo.

Gli OdC confermano inoltre che prodotti bio secondo il regolamento UE 834/2007 continueranno ad essere accettati come tali in UK, mentre l’UE deciderà se e come riconoscere i prodotti certificati in UK. Trattandosi a tutti gli effetti di un Paese Terzo, è ragionevole pensare che sarà necessario che il nuovo Standard UK debba essere riconosciuto come equivalente dalla Commissione, il che richiede tempo. Se poi, come sembra, l’equivalenza verrà abbandonata per passare completamente alla conformità dal 2021, lo scenario futuro diventa ancora più nebuloso.

Sarà premura di CCPB aggiornare gli operatori sulle novità e gli scenari che si presenteranno nei prossimi mesi.