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Il Residuo Zero certificato è una garanzia in più per il consumatore

Il Residuo Zero certificato è una garanzia in più per il consumatore

Nell’ultimo anno alcuni hanno commentato i risultati emersi dalle analisi eseguite sui prodotti ortofrutticoli acquistati sul mercato, in particolare in super/iper mercati, tra prodotti “convenzionali”, integrati e biologici. In alcuni casi infatti hanno messo in luce la presenza di residui di pesticidi che pur a livelli legali, hanno registrato un numero molto elevato, fino a 19, di sostanze rilevate. È inoltre emerso il caso di un campione non conforme dove è risultato presente un residuo di una sostanza il cui utilizzo non è autorizzato nel nostro paese da alcuni anni.

Queste notizie se da una parte mettono in allarme il consumatore attento e sensibile a queste tematiche, dall’altra devono anche responsabilizzare gli operatori del settore: in particolare sono le aziende “capofiliera” che devono porre attenzione a questi rischi nella gestione e organizzazione degli approvvigionamenti dei prodotti ortofrutticoli e vegetali.

Residuo zero e filiera

Per garantire la continuità di una fornitura conforme allo standard “Residuo Zero”, l’organismo di certificazione deve necessariamente valutare sia l’adeguatezza e adeguamento del/al disciplinare di difesa integrata orientata alla degradazione completa dei residui di pesticidi, sia la conformità dei processi lungo tutta la filiera. E lo deve fare obbligatoriamente partendo dalle aziende agricole aderenti al progetto di certificazione. Non è pensabile certificare dei prodotti vegetali a “residuo zero” limitandosi ad analizzare il campione di un lotto di prodotto prima del confezionamento, senza prima conoscerne la storia e la provenienza, il quaderno di campagna, i trattamenti chimici effettuati, i luoghi e la modalità di conservazione.

Anche la competenza e l’esperienza dei nostri ispettori è un elemento di garanzia che riteniamo irrinunciabile, infatti gli auditor che operano in questo settore sono tutti qualificati per lo standard GlobalGAP oppure per le Ispezioni nel settore agricolo ed agroindustriale accreditate ISO 17020.

Disciplinare CCPB sul Residuo Zero

Altro aspetto che riteniamo fondamentale per garantire la conformità del prodotto al nostro DTP10 è quello di affidare i campioni di prodotto a laboratori altamente qualificati con almeno il 95% delle prove accreditate ISO 17025. Questi sono in grado di ricercare oltre a tutti i principi attivi registrati sulla coltura, anche quelli che potenzialmente potrebbero essere stati utilizzati, o essere presenti a seguito di contaminazioni anche involontarie sul prodotto, ad esempio fitofarmaci residuali utilizzabili post-raccolta.