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Lavori in corso per il nuovo regolamento

Lavori in corso per il nuovo regolamento

In questo numero della News Letter desidero solo ricordare che in ambito UE da mesi si sta lavorando per definire la cosiddetta “legislazione secondaria”, ovvero l’insieme degli atti delegati e di implementazione che Commissione a Parlamento UE stanno mettendo a punto, con il concorso degli Stati membri e delle organizzazioni europee più rappresentative, per di dettagliare i principi contemplati nel Reg CE 848/2018.

Scadenza 2021

Il nuovo regolamento la cui entrata in applicazione sarà il prossimo 01.01.2021; ormai manca poco più di 1 anno alla sostituzione dell’attuale impianto normativo incentrato sul Reg CE 834/2007, questo significa che per quella data tutti gli operatori e gli organismi di certificazione dovranno conoscere quali sono le nuove norme ovvero le principali differenze rispetto all’attuale normativa. Vi consigliamo la lettura di alcune pillole sul nuovo regolamento.

Il progetto originario prevedeva che i regolamenti attuativi che danno sostanza alla legislazione secondaria dovevano essere pubblicati entro giugno 2020 e già questo aveva sollevato parecchie critiche poiché soli 6 mesi prima dell’entrata in vigore non sono certo un congruo periodo.

Ora da più parti si nutre il dubbio che si arrivi a fine 2020 e che si inauguri l’inizio della nuova regolamentazione solo pochi giorni dopo la promulgazione degli ultimi regolamenti, ovvero senza un congruo periodo per modificare norme nazionali e documenti di sistema degli organismi di certificazione e, soprattutto, senza concedere il tempo necessario agli operatori per capire e conoscere le modifiche che dovranno essere apportate.

Quali problemi

Il problema è sì a carattere comunitario, ma provate a pensare cosa significa modificare l’impianto normativo nazionale fatto di qualche decina di decreti, qualche centinaio di note ministeriali e regionali e di tutta la documentazione/modulistica che da concretezza ai sistemi qualità degli organismi di certificazione e delle imprese. Si pongono due ordini di problemi: il primo di carattere temporale ovvero se il sistema potrà essere in condizioni di operare nella conformità fin dal 01.01.2021, il secondo di carattere economico ed è sufficiente riflettere sulle energie che il “sistema” economico dovrà profondere per essere nelle condizioni di fornire la garanzia che i prodotti ottenuti a partire dall’inizio del 2021 saranno in linea con la nuova normativa.

La situazione in Italia

Per questo fra il 2014 ed il 2015, molti fra cui noi, ci chiedemmo se aveva senso pensare ad una riforma di sistema quando il regolamento attuale era ancora recente, essendo entrato in applicazione del 2008, e le modifiche proposte non erano poi così sostanzialmente differenti. Oggi diventa, quindi, fondamentale verificare se le norme nazionali (ed in Italia non sono poche!) fino ad ora pubblicate devono essere aggiornate in base alla nuova regolamentazione, ma come fare fino a quando questa non sarà promulgata?

Per questo è opportuno sospendere la pubblicazione di nuove norme (ad esempio il DM sulle non conformità ed i provvedimenti), in attesa che vengano pubblicati gli atti comunitari delegati e prevedere un rush finale per sfoltire ed aggiornare la normativa nazionale non appena si conosceranno le determinazioni comunitarie.

Una speranza

Se ci si mette impegno potrebbe essere una buona occasione per arrivare ad una sorta di raccolta delle norme nazionali, aggiornate in base alla nuova normativa: un obiettivo di semplificazione da cui il settore potrebbe trarre un grande vantaggio. Speriamo che anche questa non si traduca in un’occasione persa.