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Residuo Zero, obiettivo finale della difesa integrata

Residuo Zero, obiettivo finale della difesa integrata

I primi prodotti freschi e trasformati a “residuo zero” iniziano a farsi largo negli scaffali della GDO italiana grazie alla spinta dei primi progetti ben riusciti ed accompagnati da certificazioni di conformità di prodotto.

Perché il Residuo Zero

Evidentemente i consumatori rispondono a questa innovazione di prodotto che indubbiamente sta premiando gli agricoltori e gli imprenditori che in questi anni hanno creduto fino in fondo alla difesa integrata, tanto che sono riusciti a raggiungere quello che si può definire il suo obiettivo “finale”: il residuo zero.

Questo percorso ovviamente può avvenire solo grazie al contribuito della ricerca scientifica, ai nuovi sistemi innovativi dell’agricoltura della precisione, dei nuovi sistemi di monitoraggio, ma l’elemento fondamentale è rappresentato da gli imprenditori, che hanno sempre investito in questo senso e creduto nella possibilità di migliorare anno dopo anno la qualità dei processi e soprattutto del prodotto finale.

I valori del Residuo Zero

Potenzialmente tutti i prodotti vegetali possono essere ottenuti a residuo zero, ovviamente i fattori limitanti sono rappresentati dalla ridotta necessità di effettuare trattamenti fitosanitari e dal tempo necessario per fare degradare completamente le molecole utilizzate per la difesa delle piante. In questo contesto ovviamente le molecole che hanno dei tempi di degradazione elevati è necessario sostituirle con altre a più rapida degradazione, ma sempre nel rispetto dei principi della produzione integrata. La specifica di prodotto Residuo Zero tra l’altro può diventare uno strumento molto efficace per valorizzare le produzioni ortofrutticole ottenute fuori suolo, che come tutti sanno non possono essere certificate come biologiche in conformità al regolamento 834/2004, e probabilmente anche con il nuovo regolamento 848/2018.

Altro elemento che può sicuramente giocare a favore dell’espansione di queste produzioni è sicuramente l’elevata preparazione e conoscenza della maggior parte degli Agronomi che affiancano le aziende in fase di certificazione, professionisti che sono in grado di valutare in modo analitico le problematiche, di progettare e pianificare le attività e soprattutto i controlli finalizzandoli all’obiettivo di garantire il requisito