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Residuo zero: difficile ma non impossibile

Residuo zero: difficile ma non impossibile

Per le aziende che si sono poste l’obiettivo di commercializzare prodotti vegetali, in particolare ortofrutticoli a residuo zero, gli ostacoli e le difficoltà non mancano, soprattutto per quelle aziende che non hanno progettato e testato adeguatamente il loro sistema.

Residuo zero, da dove si parte

Ovviamente per sistema, in questo caso, intendiamo sia il sistema di rintracciabilità del prodotto e dei processi, ma soprattutto il disciplinare di coltivazione, ed in particolare di difesa dalle avversità, che deve includere anche le regole relative ai tempi di sospensione da rispettare. Ovviamente stiamo parlando di prodotti ottenuti da agricoltura integrata, quindi con la possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari anche “non naturali”, ma utilizzando esclusivamente molecole che hanno una degradazione piuttosto veloce sul prodotto e comunque rispettando tempi di “sicurezza” tali per cui il residuo riscontrabile sul prodotto sia inferiore a 0,01 mg/kg.

Proprio questo è l’elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo, ed in particolare è proprio la certezza che la degradazione totale della molecola ed eventuali suoi metaboliti, avvenga in un certo numero di giorni, deve essere testato adeguatamente, proprio perché gli elementi che possono determinare comportamenti diversi sono molteplici, da quelli legati al clima (temperatura, umidità, ecc.), alle tecniche di applicazione.

La fase di studio del disciplinare di produzione deve essere pertanto curata in ogni minimo dettaglio, e gestita da tecnici agricoli e laboratori di prova competenti e qualificati. In particolare i laboratori di prova oltre ad essere in possesso di accreditamento ISO 17025 specifico, dovrebbero essere dotati della strumentazione tecnica che consente loro la massima precisione nella determinazione e quantificazione delle sostanze, e partecipare con risultati positivi a prove valutative interlaboratorio (es. QS FAPAS).

Documento tecnico di prodotto proposto da CCPB

Il nostro documento tecnico di prodotto (DTP 10) stabilisce le regole ed i requisiti da rispettare per valorizzare, certificandoli i prodotti vegetali con abbattimento dei residui di pesticidi del 100%. A livello analitico abbiamo definito lo stesso limite stabilito nel nostro paese per i prodotti biologici (inferiore a 0,01 mg/kg), ma tutto il sistema di controllo e certificazione è basato sulle garanzie derivanti da:

  • Fase di studio del comportamento della degradazione dei principi attivi;
  • Definizione di un disciplinare di produzione integrata con l’obiettivo dell’abbattimento 100% residui;
  • Definizione di un piano dei controlli analitici interni alla filiera;
  • Sistema di rintracciabilità in tutte le varie fasi
  • Controllo e gestione della filiera da parte del richiedente la certificazione;
  • Riesame periodico del disciplinare di produzione e del sistema di gestione.