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Istruzioni USDA su residui di pesticidi

Istruzioni USDA su residui di pesticidi

Come noto esiste un accordo di equivalenza reciproca tra il Regolamento NOP (National Organic Program) e il Regolamento CE 834/07 che permette di esportare e commercializzare prodotti biologici negli Stati Uniti d’America.

Le istruzioni del NOP

È capitato che operatori certificati volessero essere certi che un prodotto contenente residui, a seguito della conferma della certificazione BIO EU, fosse conforme anche negli USA. Il NOP ha emesso delle istruzioni sul tema residui, per assicurare l’armonizzazione delle risposte degli OdC che valutano i risultati delle analisi di prodotti agricoli derivanti dalla produzione biologica.  Saranno gli OdC a valutare la possibile esclusione dalla vendita del prodotto in accordo con le normative biologiche del Dipartimento Americano dell’Agricoltura (USDA).

Gli scenari possibili sono tre e possono essere così riassunti:

  • Nessun residuo rilevato: l’OdC conferma che il prodotto può essere venduto come biologico
  • Residui rilevati < a 0,01 ppm: l’OdC conferma lo stato biologico del prodotto e fa una valutazione delle possibili cause della loro presenza
  • Residui rilevati ≥ a 0,01 ppm: l’OdC prima di prendere decisioni, deve verificare se l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) ha stabilito una tolleranza per il pesticida coinvolto.

Tolleranze EPA

L’EPA stabilisce dei limiti massimi di residui (LMR) o tolleranze, per ciascun pesticida ammesso che sono pubblicate nel Codice dei Regolamenti Federali (40 CFR, parte 180 qui la pagina dedicata). Esistono Limiti per prodotti specifici e generalmente riconducibili all’interno delle seguenti categorie:

  • Colture (ad es., Uva)
  • Mangime derivato da colture (ad es. Fieno)
  • Alcuni prodotti trasformati (ad esempio, uvetta)
  • Alcuni prodotti derivati ​​dal bestiame (ad es. Latte).

Tuttavia la normativa americana sul biologico contempla accettabili ai fini della certificazione, valori di pesticidi che non superino il 5 % dell’LMR vale a dire del livello massimo consentito sul corrispettivo prodotto convenzionale.

  • Nel caso in cui il pesticida viene rilevato in misura pari o inferiore al 5% della tolleranza, l'OdC valuta il motivo della sua presenza e se i controlli portano a presupporre che i residui non siano il risultato dell'applicazione di pesticidi vietati, il prodotto può essere venduto come biologico.
  • Quando i test sui residui rilevano sostanze proibite a livelli superiori al 5% della tolleranza, il prodotto agricolo non deve essere venduto, etichettato o rappresentato come prodotto biologico. L’Odc apre un'indagine sull'operatore certificato per determinare la causa della presenza della sostanza non ammessa.
  • Altre violazioni che vale la pena ricordare possono riguardare l’applicazione di sostanze vietate, l’inadeguatezza di zone tampone atte ad impedire l'applicazione involontaria di sostanze proibite o anche misure inadeguate per prevenire la commistione o la contaminazione di prodotti biologici. Possono seguire alle violazioni, sospensioni o revoche della certificazione o proposte di azioni correttive per prevenire contaminazioni future.

Livelli d’azione dell’FDA

Nel caso in cui non esiste una tolleranza EPA bisogna verificare se esiste un livello d’azione della FDA (Food and Drug Administration), livelli di tolleranza che non presentano rischi per la salute umana e che ne limitano l’esposizione.  I livelli di azione della FDA sono stabiliti per pesticidi persistenti, come gli idrocarburi clorurati (ad es. DDT), che continuano ad essere rilevati nelle colture a causa della loro persistenza nell'ambiente. In tal caso al superamento delle tolleranze stabilite il prodotto non potrà essere venduto come biologico.

È possibile inoltre che alcune analisi di laboratorio indichino residui di pesticidi per i quali l'EPA non ha stabilito una tolleranza e la FDA non ha stabilito un livello di azione. In questo ultimo caso al superamento dello 0,01 ppm va effettuata la segnalazione di violazione all’Autorità competente.