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Barbabietola da zucchero: una coltura preziosa per gli agricoltori biologici

Barbabietola da zucchero: una coltura preziosa per gli agricoltori biologici

La barbabietola da zucchero è stata a lungo coltivata in Italia in maniera assai diffusa, ma non ha mai rappresentato una coltura tipica del mondo biologico, fino al progetto presentato ora da CO.PRO.B. Sca di Minerbio.

Barbabietola e biologico, ieri un rapporto difficile

I motivi di questa mancata coltivazione risiedono nel fatto che la letteratura e le prassi agronomiche in voga dagli anni Settanta, nonché l’establishment che girava attorno a questa coltura tipicamente “industriale”, non la consideravano idonea al bio, in quanto necessitava di forti apporti di fertilizzanti chimici, prodotti per la difesa e diserbanti, la cui assenza non permetteva il raggiungimento del risultato economico atteso.

Inoltre, tenuto conto della dimensione degli zuccherifici e delle singole enormi capacità lavorative giornaliere, non si riusciva a garantire le quantità minime di radici di bietola lavorabili giornalmente e la conseguente immissione sul mercato di una consistente quantità zucchero, il tutto – ricordiamolo -  a vantaggio della importazione di zucchero di canna, molto meno costoso e più facilmente reperibile.

Oggi si aprono opportunità

Oggi, complice il mercato che cambia ed un consumo di prodotti biologici in enorme crescita, in special modo quelli da forno, sia dolciari e anche da ricorrenza, una richiesta pressante di una materia prima “italiana” da parte di grandi industrie dolciarie di marca, ecco che anche il mondo bieticolo agro-industriale si è accorto dello zucchero bio.

Il progetto di CO.PRO.B. Sca di Minerbio

Va in questa direzione il progetto di filiera ideato da CO.PRO.B., ultimo baluardo di italianità nel mondo dello zucchero che, forte di una base sociale composta da 5.500 soci bieticoltori, ha deciso di investire fortemente nello zucchero biologico, consapevole che il differenziale di prezzo tra il bio e il convenzionale e la forte richiesta dal mercato sono l’unica strada per mantenere viva in Italia questa coltura, dopo la drastica riduzione e chiusura di molti zuccherifici avvenuta a partire dal 2006.

La barbabietola da zucchero, ricordiamolo, se coltivata con metodo biologico, rappresenta una straordinaria opportunità per gli agricoltori per diversificare gli ordinamenti colturali a vantaggio della biodiversità ed allungare le rotazioni colturali, tenuto conto dell’obiettivo di mantenere e/o aumentare la fertilità del terreno. È infatti arcinoto che le colture a radice, come la bietola, consentono di esplicare effetti positivi sulla struttura del terreno, ad esempio, in terreni compatti di matrice argillosa, migliora il rapporto aria/acqua nel suolo, il che favorisce l’infiltrazione di acqua negli strati profondi e di costituire una riserva idrica più cospicua, contribuisce ad una maggiore attività dello scambio cationico tra il capillizio radicale e la soluzione circolante e, quindi, un maggiore assorbimento di elementi minerali a vantaggio della produttività. Infine, per gli agricoltori biologici, l’inserimento della bietola come coltura primaverile, consente di avere un’alternativa vera e reale al girasole e al mais, che sono le uniche colture coltivate in biologico degne di nota in termini di superficie agricola utilizzata.

Ricerche ed esperienze in campo

Nel corso del 2018 in particolare, ma anche nei due anni precedenti CO.PRO.B. e il suo staff tecnico hanno condotto ricerche ed esperienze in campo, facendo coltivare ai soci agricoltori biologici circa 150 ettari ed i risultati, in termini di quantità di radici di bietola, grado di polarizzazione e quantità di zucchero prodotto, sono stati pari o anche superiori, in alcuni casi, a quelli ottenuti con la coltivazione convenzionale.

Il progetto di CO.PRO.B., presentato nelle settimane scorse, punta a coltivare nel 2019 circa 1.300 ettari per ottenere 7.000/8.000 tonnellate di zucchero bio per il mercato industriale. Saranno interessati primariamente gli agricoltori delle province di Padova, Rovigo, Mantova, Bologna, Ravenna, Forlì – Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino e Ancona, distanti al massimo 120 km dalla sede dello stabilimento di Minerbio (BO). La cooperativa ha presentato un ottimo e condiviso disciplinare tecnico di produzione che è il frutto di questi anni di esperienza e che permetterà ai coltivatori di bietola di raggiungere interessanti risultati in termini di redditività, atteso che il prezzo dello zucchero bio si mantenga in futuro su livelli così elevati rispetto al prezzo dello zucchero convenzionale.

Per saperne di più

Poiché uno degli elementi centrali del progetto è il reperimento di semente non conciata e, per fare ciò, occorre mettere nelle condizioni le ditte sementiere di produrre seme senza trattamento chimico e con una confettatura particolare, agli agricoltori biologici delle suddette Province è richiesto di manifestare il proprio interesse e firmare l’accordo/contratto di coltivazione con CO.PRO.B. entro qualche settimana da oggi. Chiunque fosse interessato può contattare il Servizio Tecnico di CO.PRO.B. dr. Carlo Cavazza tel.: +39 051 6622230 email: carlo.cavazza@coprob.com

Gli ingredienti per la riuscita del progetto ci sono tutti e la parte industriale è pronta alla sfida. Ora la parola spetta agli agricoltori biologici.