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SANA 2018: cibo del futuro, agricoltura e cosmetica

SANA 2018: cibo del futuro, agricoltura e cosmetica

Il futuro del cibo, il suolo in agricoltura biologica, il legame tra alimento e cosmetico biologico: CCPB partecipa al SANA 2018, il salone internazionale del biologico e del naturale, alla Fiera di Bologna da venerdì 7 a lunedì 10 settembre, con tre convegni su temi di stretta attualità.

Nell’ultimo anno i consumi del biologico sono aumentati del 10,5%: sempre più italiani fanno una abituale spesa di prodotti bio. Allo stesso tempo, aumentano le aziende certificate e le superfici coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica. In questo scenario, CCPB, organismo di controllo e certificazione, propone una serie di convegni che affronteranno diversi temi, dal biologico come cibo del futuro alle nuove tecniche agricole sostenibili, fino ad arrivare alla cosmesi biologica e naturale.

Programma convegni

Per questa edizione del SANA 2018, CCPB sarà presente sia nell’area food (padiglione 21, stand A55/B56), che nell’area cosmesi e benessere (padiglione 25, stand A61/B66).

Il futuro del cibo: il bio c'è - Venerdì 7 settembre ore 10.30, Sala Bolero, blocco B

Quale sarà il futuro del cibo? Un argomento vasto, che in questo appuntamento affrontiamo parlando di agricoltura biologica, economia circolare, insetti, e tecnologie per la sostenibilità. Ne discutiamo con Alce Nero, Barilla, Coop Italia, Crea, Dalma Mangimi, Life Cycle Engineering, LIPITALIA2000, Skretting.

Il suolo in agricoltura biologica: biodiversità, fertilità, carbon sink - Venerdì 7 settembre ore 14.30, Sala Allegretto, centro servizi blocco C

Ancora una volta le strategie per il futuro dell’agricoltura sostenibile non possono che partire dal suolo. Come renderlo più ricco, più vario, più fertile e meno soggetto all’inquinamento umano sono le sfide dei prossimi decenni.

Dall’alimento al cosmetico biologico - Sabato 8 settembre ore 11, Sala Melodia, centro servizi blocco B

Cosa lega il mondo del biologico alimentare e del cosmetico? Naturalmente la certificazione. Se in entrambi i settori la materia prima agricola è centrale, solo controlli e analisi in campo e in laboratorio, negli impianti di trasformazione e negli uffici, possono dare le giuste garanzie al mercato e ai consumatori. Il SANA da sempre abbraccia i due mondi favorendo l’incontro tra esperti e addetti ai lavori.

I numeri del biologico

Proprio l’Osservatorio SANA ci dice come circa il 90% delle famiglie italiane acquista biologico almeno una volta all’anno, e oltre il 25% tutte le settimane. Il mercato interno si attesta sui 3,5 miliardi di euro di fatturato, mentre l’export di prodotti biologici italiani arriva a 2 miliardi di euro. Oltre ai consumi crescono anche le aziende, che sono ormai 80.000, e le superfici coltivate: nel 2017 è stata superata la soglia dei 2 milioni di ettari e il 14,5% della superfice agricola italiana è bio.

La certificazione del bio

Ormai il biologico è uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano, perciò la certificazione è un servizio di fondamentale importanza – dichiara Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB –. Il biologico, infatti, basa la sua forza non solo sulla qualità e salubrità degli alimenti, ma soprattutto sulla credibilità di prodotti garantiti. Chi certifica deve allora avere un livello di alta professionalità, competenza e autorevolezza per trasmettere questi valori al mercato e ai consumatori.